Care amiche, cari amici,
voglio parlarvi con la sincerità con cui ognuno di noi parla alle persone alle quali vuole bene quando bisogna prendere una decisione importante che riguarda la nostra famiglia. Che si fa in questi casi? Ci si guarda negli occhi, ci si dice la verità e si cerca insieme la strada migliore.
Siete certamente consapevoli che siamo precipitati in una crisi economica senza precedenti, in una depressione che uccide le aziende, che toglie lavoro ai giovani, che angoscia i genitori, che minaccia il nostro benessere e il nostro futuro.
Il peso dello Stato, delle tasse, della spesa pubblica è eccessivo: occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che, quando è stata percorsa, ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i Paesi dell’Occidente: qual è questa strada? Meno Stato, meno spesa pubblica, meno tasse. Con la sinistra al potere, il programma sarebbe invece, come sempre, altre tasse, un’imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato e di tutti i servizi pubblici.
I nostri ministri hanno già messo a punto le nostre proposte per un vero rilancio dell’economia, proposte che saranno principalmente volte a fermare il bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese.
Ma devo ricordare che gli elettori purtroppo non ci hanno mai consegnato una maggioranza vera, abbiamo sempre dovuto fare i conti con i piccoli partiti della nostra coalizione che, per i loro interessi particolari, ci hanno sempre impedito di realizzare le riforme indispensabili per modernizzare il Paese, prima tra tutte quella della giustizia.
E proprio per la giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un Paese in cui non vi è più la certezza del diritto, siamo diventati una democrazia dimezzata alla mercé di una magistratura politicizzata, una magistratura che, unica tra le magistrature dei Paesi civili, gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità. Questa magistratura, per la prevalenza acquisita da un suo settore, Magistratura Democratica, si è trasformata da “Ordine” dello Stato, costituito da impiegati pubblici non eletti, in un “Potere” dello Stato, anzi in un “Contropotere” in grado di condizionare il Potere legislativo e il Potere esecutivo e si è data come missione, quella - è una loro dichiarazione - di realizzare “la via giudiziaria” al socialismo.
Questa magistratura, dopo aver eliminato nel '92 - '93 i cinque partiti democratici che ci avevano governati per cinquant’anni, credeva di aver spianato definitivamente la strada del potere alla sinistra.
Successe invece quel che sapete: un estraneo alla politica, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo, sconfisse la gioiosa macchina da guerra della sinistra, e in due mesi portò i moderati al governo.
Ero io.
Subito, anzi immediatamente, i P.M. e i giudici legati alla sinistra e in particolare quelli di Magistratura Democratica si scatenarono contro di me e mi inviarono un avviso di garanzia accusandomi di un reato da cui sarei stato assolto, con formula piena, sette anni dopo.
Cadde così il governo, ma da quel momento fino ad oggi mi sono stati rovesciati addosso, incredibilmente, senza alcun fondamento nella realtà, 50 processi che hanno infangato la mia immagine e mi hanno tolto tempo, tanto tempo, serenità e ingenti risorse economiche.
Hanno frugato ignobilmente e morbosamente nel mio privato, hanno messo a rischio le mie aziende senza alcun riguardo per le migliaia di persone serie ed oneste che vi lavorano, hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata, che ha riconosciuto a un noto, molto noto, sostenitore della sinistra una somma quattro volte superiore al valore delle mie quote, con dei pretesti hanno attaccato me, la mia famiglia, i miei collaboratori, i miei amici e perfino i miei ospiti.
Ed ora, dopo 41 processi che si sono conclusi, loro malgrado, senza alcuna condanna, si illudono di essere riusciti ad estromettermi dalla vita politica, con una sentenza che è politica, che è mostruosa, ma che potrebbe non essere definitiva come invece vuol far credere la sinistra, perché nei tempi giusti, nei tempi opportuni, mi batterò per ottenerne la revisione in Italia e in Europa.
Per arrivare a condannarmi si sono assicurati la maggioranza nei collegi che mi hanno giudicato, si sono impadroniti di questi collegi, si sono inventati un nuovo reato, quello di “ideatore di un sistema di frode fiscale”, senza nessuna prova, calpestando ogni mio diritto alla difesa, rifiutandosi di ascoltare 171 testimoni a mio favore, sottraendomi da ultimo, con un ben costruito espediente, al mio giudice naturale, cioè a una delle Sezioni ordinarie della Cassazione, che mi avevano già assolto, la seconda e la terza, due volte, su fatti analoghi negando - cito tra virgolette - “l’esistenza in capo a Silvio Berlusconi di reali poteri gestori della società Mediaset”.
Sfidando la verità, sfidando il ridicolo, sono riusciti a condannarmi a quattro anni di carcere e soprattutto all’interdizione dai pubblici uffici, per una presunta ma inesistente evasione dello zero virgola, rispetto agli oltre 10 miliardi, ripeto 10 miliardi di euro, quasi ventimila miliardi di vecchie lire, versati allo Stato, dal '94 ad oggi, dal gruppo che ho fondato.
Sono dunque passati vent’anni da quando decisi di scendere in campo.
Allora dissi che lo facevo per un Paese che amavo.
Lo amo ancora, questo Paese, nonostante l’amarezza di questi anni, una grande amarezza, e nonostante l’indignazione per quest’ultima sentenza paradossale, perché, voglio ripeterlo ancora, con forza,
“io non ho commesso alcun reato,
io non sono colpevole di alcunché,
io sono innocente,
io sono assolutamente innocente”.
Ho dedicato l’intera seconda parte della mia vita, quella che dovrebbe servire a raccogliere i frutti del proprio lavoro, al bene comune.
E sono davvero convinto di aver fatto del bene all’Italia, da imprenditore, da uomo di sport, da uomo di Stato.
Per il mio impegno ho pagato e sto pagando un prezzo altissimo, ma ho l’orgoglio di aver impedito la conquista definitiva del potere alla sinistra, a questa sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia, che non è mai riuscita a diventare socialdemocratica, che è rimasta sempre la stessa: la sinistra dell’invidia, del risentimento e dell’odio.
Devo confessare che sono orgoglioso, molto orgoglioso, di questo mio risultato.
Proprio per questo, adesso, insistono nel togliermi di mezzo con un’aggressione scientifica, pianificata, violenta del loro braccio giudiziario, visto che non sono stati capaci di farlo con gli strumenti della democrazia.
Per questo, adesso, sono qui per chiedere a voi, a ciascuno di voi, di aprire gli occhi, di reagire e di scendere in campo per combattere questa sinistra e per combattere l’uso della giustizia a fini di lotta politica, questo male che ha già cambiato e vuole ancora cambiare la storia della nostra Repubblica.
Non vogliamo e non possiamo permettere che l’Italia resti rinchiusa nella gabbia di una giustizia malata, che lascia tutti i giorni i suoi segni sulla carne viva dei milioni di italiani che sono coinvolti in un processo civile o penale. È come per una brutta malattia: uno dice “a me non capiterà”, ma poi, se ti arriva addosso, entri in un girone infernale da cui è difficile uscire.
Per questo dico a tutti voi, agli italiani onesti, per bene, di buon senso: reagite, protestate, fatevi sentire. Avete il dovere di fare qualcosa di forte e di grande per uscire dalla situazione in cui ci hanno precipitati.
So bene, quanto sia forte e motivata la vostra sfiducia, la vostra nausea verso la politica, verso “questa” politica fatta di scandali, di liti in tv, di una inconcludenza e di un qualunquismo senza contenuti: una politica che sembra un mondo a parte, di profittatori e di mestieranti drammaticamente lontani dalla vita reale.
Ma nonostante questo, ed anzi proprio per questo, occorre che noi tutti ci occupiamo della politica. È sporca? Ma se la lasci a chi la sta sporcando, sarà sempre più sporca… Non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si occuperà comunque di te, della tua vita, della tua famiglia, del tuo lavoro, del tuo futuro.
È arrivato quindi davvero il momento di svegliarci, di preoccuparci, di ribellarci, di indignarci, di reagire, di farci sentire.
È arrivato il momento in cui tutti gli italiani responsabili, gli italiani che amano l’Italia e che amano la libertà, devono sentire il dovere di impegnarsi personalmente.
Per questo credo che la cosa migliore da fare sia quella di riprendere in mano la bandiera di Forza Italia.
Perché Forza Italia non è un partito, non è una parte, ma è un’idea, un progetto nazionale che unisce tutti.
Perché Forza Italia è l’Italia delle donne e degli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi.
Perché Forza Italia è la vittoria dell’amore sull’invidia e sull’odio.
Perché Forza Italia difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari.
Perché Forza Italia sa bene che lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e non invece i cittadini al servizio dello Stato.
Perché Forza Italia è l’ultima chiamata prima della catastrofe.
È l’ultima chiamata per gli italiani che sentono che il nostro benessere, la nostra democrazia, la nostra libertà sono in pericolo e rendono indispensabile un nuovo, più forte e più vasto impegno.
Forza Italia sarà un vero grande movimento degli elettori, dei cittadini, di chi vorrà diventarne protagonista.
Una forza che può e che deve conquistare la maggioranza dei consensi perché, vi ricordo, che solo con una vera e autonoma maggioranza in Parlamento si può davvero fare del bene all’Italia, per tornare ad essere una vera democrazia e per liberarci dall’oppressione giudiziaria, per liberarci dall’oppressione fiscale, per liberarci dall’oppressione burocratica.
Per questo vi dico: scendete in campo anche voi.
Per questo ti dico: scendi in campo anche tu, con Forza Italia.
Diventa anche tu un missionario di libertà, diffondi i nostri valori e i nostri programmi, partecipa ai nostri convegni e alle nostre manifestazioni, impegnati nelle prossime campagne elettorali e magari anche nelle sezioni elettorali per evitare che ci vengano sottratti troppi voti, come purtroppo è sempre accaduto.
Voglio ripeterlo ancora: in questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino.
Io sarò sempre con voi, al vostro fianco, decaduto o no. Si può far politica anche senza essere in Parlamento. Non è il seggio che fa un leader, ma è il consenso popolare, il vostro consenso. Quel consenso che non mi è mai mancato e che, ne sono sicuro, non mi mancherà neppure in futuro. Anche se, dovete esserne certi, continueranno a tentare di eliminare dalla scena politica, privandolo dei suoi diritti politici e addirittura della sua libertà personale, il leader dei moderati, quegli italiani liberi che, voglio sottolinearlo, sono da sempre la maggioranza del Paese e lo saranno ancora se sapranno finalmente restare uniti.
Sono convinto che mi state dando ragione, sono convinto che condividete questo mio allarme, sono convinto che saprete rispondere a questo mio appello, che è prima di tutto una testimonianza di amore per la nostra Italia.
Sono convinto che mi state dando ragione, sono convinto che condividete questo mio allarme, sono convinto che saprete rispondere a questo mio appello, che è prima di tutto una testimonianza di amore per la nostra Italia.
E dunque: Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia! Viva l’Italia, viva la libertà: la libertà è l’essenza dell’uomo e Dio creando l’uomo, l’ha voluto libero.
giovedì 19 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
GAZEBO PDL ALBINEA, RACCOLTA FIRME REFERENDUM PER UNA "GIUSTIZIA GIUSTA"
Sabato 7 Settembre 2013, dalle ore 08:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, ad Albinea (RE) sarà allestito un gazebo del Popolo della Liberta' per la raccolta firme a sostegno dei Referendum per una "Giustizia Giusta".
PER LA RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI
Con questi due quesiti si intende rendere più agevole per il cittadino l’esercizio dell’azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei magistrati, e ciò anche per i danni da questi cagionati nell’attività di interpretazione delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e delle prove.
PER IL RIENTRO NELLE FUNZIONI PROPRIE DEI MAGISTRATI FUORI RUOLO
Si intende porre un freno al fenomeno dei cosiddetti “fuori ruolo”, ossia a quei magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali, garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra magistratura e alta amministrazione.
CONTRO L'ABUSO DELLA CUSTODIA CAUTELARE
Lo strumento della custodia cautelare in carcere ha subìto una radicale trasformazione: da istituto con funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza. Con questo referendum si intende quindi limitare la possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva.
PER L'ABOLIZIONE DELL'ERGASTOLO
Abolire il carcere a vita significa superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti Paesi europei, e non solo europei, l’ergastolo non è previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. E il ‘fine pena mai’ è incompatibile con questo principio costituzionale.
PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI
Il modello processuale del Giusto Processo imposto dall’art. 111 della Costituzione e proprio di ogni democrazia liberale, non può realizzarsi senza un giudice “terzo”, ossia realmente equidistante tra il Pubblico Ministero e il difensore.
PER LA RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI
Con questi due quesiti si intende rendere più agevole per il cittadino l’esercizio dell’azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei magistrati, e ciò anche per i danni da questi cagionati nell’attività di interpretazione delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e delle prove.
PER IL RIENTRO NELLE FUNZIONI PROPRIE DEI MAGISTRATI FUORI RUOLO
Si intende porre un freno al fenomeno dei cosiddetti “fuori ruolo”, ossia a quei magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali, garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra magistratura e alta amministrazione.
CONTRO L'ABUSO DELLA CUSTODIA CAUTELARE
Lo strumento della custodia cautelare in carcere ha subìto una radicale trasformazione: da istituto con funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza. Con questo referendum si intende quindi limitare la possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva.
PER L'ABOLIZIONE DELL'ERGASTOLO
Abolire il carcere a vita significa superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti Paesi europei, e non solo europei, l’ergastolo non è previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. E il ‘fine pena mai’ è incompatibile con questo principio costituzionale.
PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI
Il modello processuale del Giusto Processo imposto dall’art. 111 della Costituzione e proprio di ogni democrazia liberale, non può realizzarsi senza un giudice “terzo”, ossia realmente equidistante tra il Pubblico Ministero e il difensore.
mercoledì 28 agosto 2013
PROMESSO, REALIZZATO! BASTA IMU SULLA PRIMA CASA
Promesso. Realizzato. Sull’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole abbiamo mantenuto gli impegni.
E l’etica in politica é mantenere la parola data. In campagna elettorale ci eravamo impegnati a eliminare l’Imu. Non era un impegno tra i tanti, ma un punto cardinale, pratico e simbolico, del programma con cui a febbraio abbiamo ottenuto molti milioni di voti e che per questo abbiamo voluto come scelta qualificante negli accordi che hanno portato alla formazione del governo di larghe intese.
In Italia l’80% delle famiglie sono proprietarie della casa in cui abitano e la casa é il pilastro su cui devono poter fondare la sicurezza del loro futuro. Preservarla é per noi un dovere morale.
Il Popolo della Libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl. Gli effetti positivi vanno a beneficio di tutti i cittadini. Si vedranno subito, a partire dal settore edile che e’ trainante per l’economia, e consentiranno al nostro Paese di agganciare la ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno.
E l’etica in politica é mantenere la parola data. In campagna elettorale ci eravamo impegnati a eliminare l’Imu. Non era un impegno tra i tanti, ma un punto cardinale, pratico e simbolico, del programma con cui a febbraio abbiamo ottenuto molti milioni di voti e che per questo abbiamo voluto come scelta qualificante negli accordi che hanno portato alla formazione del governo di larghe intese.
In Italia l’80% delle famiglie sono proprietarie della casa in cui abitano e la casa é il pilastro su cui devono poter fondare la sicurezza del loro futuro. Preservarla é per noi un dovere morale.
Il Popolo della Libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl. Gli effetti positivi vanno a beneficio di tutti i cittadini. Si vedranno subito, a partire dal settore edile che e’ trainante per l’economia, e consentiranno al nostro Paese di agganciare la ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno.
domenica 18 agosto 2013
BILANCIO DI PREVISIONE 2013, CHE FRETTA C’ERA?
Numerosi sono i provvedimenti che il governo nazionale dovrà affrontare e che ricadranno anche sulle economie dei singoli comuni: cosa verrà deciso sull’IMU prima casa, temporaneamente sospesa? E quale sarà la sorte dell’aumento dell’IVA? Per questo motivo il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione 2013 è stato prorogato al 30 Settembre.
La scelta dell’amministrazione albinetana di approvarlo a fine Giugno non trova giustificazioni sufficienti, senza avere un quadro globale delle entrate e delle spese, come potremo fare una previsione adesso di quello che potrà accadere?
L’incertezza regna sovrana, e questo clima non aiuta sicuramente a ricucire il rapporto fra cittadinanza e politica, l’amministrazione per la prima volta non ha organizzato serate pubbliche di illustrazione del bilancio: mai come adesso gli amministratori locali dovrebbero restare vicini ai cittadini per rassicurarli, per fermare le derive populiste, per spiegare cosa stanno facendo per loro.
Invece prendiamo atto del distacco totale fra eletti ed elettori, dato che non vale nemmeno la pena organizzare una serata pubblica.
Ma cosa avrebbero dovuto spiegare i nostri amministratori in quella serata?
Forse ci avrebbero raccontato che le tariffe IMU e addizionale comunale IRPEF sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente; peccato che siano a livelli altissimi e che invece un segnale al ribasso andava dato, visto che invece la modifica della tariffa rifiuti in TARES costerà ai cittadini un 3% di aumento.
Perchè lasciarla in gestione un altro anno ad Iren, dato che c’era la possibilità già da quest’anno di gestirla a livello comunale?
O forse ci avrebbero raccontato che la piscina coperta, promessa ad inizio mandato, dopo un bando deserto è stata per l’ennesima volta rinviata di un anno, più che ad una piscina ci troviamo di fronte ad un clamoroso buco nell’acqua…non ci stupiremmo a questo punto di ritrovarla nuovamente come punto cardine della campagna elettorale per le comunali 2014.
Ci avrebbero raccontato che sono previsti fondi per un altro intervento di riqualificazione di Villa Tarabini, ma non ci avrebbero detto che ad oggi non ci sono progetti all’orizzonte sull’immobile, che possano realmente portare beneficio al comune.
Avrebbero pubblicizzato con grande enfasi i 300.00,00 Euro stanziati per “riportare” fra le mura dell’asilo nido l’unica sezione distaccata adiacente alla Caserma dei Carabinieri, operazione di per sé leggitima, ma che nasconde la ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale Caserma…ma non avevano promesso una caserma nuova di zecca? Ma non era stato criticato il gruppo PDL quando aveva detto che il bando era impresentabile e che nessuno avrebbe aderito? Si sono forse accorti dell’errore commesso e non vogliono ammetterlo?
Ora capiamo perché non hanno organizzato riunioni pubbliche, forse le cose da non dire iniziano a superare quelle da dire, quindi tanto vale decidere nelle riunioni di giunta…abbiamo votato contrario, e non siamo per nulla dispiaciuti!
La scelta dell’amministrazione albinetana di approvarlo a fine Giugno non trova giustificazioni sufficienti, senza avere un quadro globale delle entrate e delle spese, come potremo fare una previsione adesso di quello che potrà accadere?
L’incertezza regna sovrana, e questo clima non aiuta sicuramente a ricucire il rapporto fra cittadinanza e politica, l’amministrazione per la prima volta non ha organizzato serate pubbliche di illustrazione del bilancio: mai come adesso gli amministratori locali dovrebbero restare vicini ai cittadini per rassicurarli, per fermare le derive populiste, per spiegare cosa stanno facendo per loro.
Invece prendiamo atto del distacco totale fra eletti ed elettori, dato che non vale nemmeno la pena organizzare una serata pubblica.
Ma cosa avrebbero dovuto spiegare i nostri amministratori in quella serata?
Forse ci avrebbero raccontato che le tariffe IMU e addizionale comunale IRPEF sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente; peccato che siano a livelli altissimi e che invece un segnale al ribasso andava dato, visto che invece la modifica della tariffa rifiuti in TARES costerà ai cittadini un 3% di aumento.
Perchè lasciarla in gestione un altro anno ad Iren, dato che c’era la possibilità già da quest’anno di gestirla a livello comunale?
O forse ci avrebbero raccontato che la piscina coperta, promessa ad inizio mandato, dopo un bando deserto è stata per l’ennesima volta rinviata di un anno, più che ad una piscina ci troviamo di fronte ad un clamoroso buco nell’acqua…non ci stupiremmo a questo punto di ritrovarla nuovamente come punto cardine della campagna elettorale per le comunali 2014.
Ci avrebbero raccontato che sono previsti fondi per un altro intervento di riqualificazione di Villa Tarabini, ma non ci avrebbero detto che ad oggi non ci sono progetti all’orizzonte sull’immobile, che possano realmente portare beneficio al comune.
Avrebbero pubblicizzato con grande enfasi i 300.00,00 Euro stanziati per “riportare” fra le mura dell’asilo nido l’unica sezione distaccata adiacente alla Caserma dei Carabinieri, operazione di per sé leggitima, ma che nasconde la ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale Caserma…ma non avevano promesso una caserma nuova di zecca? Ma non era stato criticato il gruppo PDL quando aveva detto che il bando era impresentabile e che nessuno avrebbe aderito? Si sono forse accorti dell’errore commesso e non vogliono ammetterlo?
Ora capiamo perché non hanno organizzato riunioni pubbliche, forse le cose da non dire iniziano a superare quelle da dire, quindi tanto vale decidere nelle riunioni di giunta…abbiamo votato contrario, e non siamo per nulla dispiaciuti!
venerdì 2 agosto 2013
DAL MALE DOBBIAMO SAPER FAR USCIRE UN BENE
Dal male dobbiamo saper far uscire un bene
Continueremo la nostra battaglia di libertà con Forza Italia
1 - Ringrazio innanzitutto i miei figli che in questa occasione come sempre mi hanno circondato di cure e di amore.
2 - Ringrazio i miei difensori che hanno illustrato le mie ragioni.
3 - Ringrazio tutti gli amici del Popolo della Libertà e della Lega che mi sono sempre stati vicini manifestandomi stima e affetto.
4 - Ringrazio di cuore tutti di italiani che mi hanno sostenuto e che mi hanno addirittura sommerso con migliaia di messaggi di apprezzamento e di auguri.
La sentenza di oggi mi conferma nell’opinione che una parte della magistratura, nel nostro Paese sia diventata un soggetto irresponsabile, una variabile incontrollabile ed incontrollata, che è assurta da “ordine dello Stato” (con magistrati non eletti dal popolo ma selezionati attraverso un concorso come tutti i funzionari pubblici) a un vero e proprio “potere dello Stato”. Questo nuovo ed illimitato potere dello Stato ha condizionato permanentemente la vita politica italiana, dalle inchieste di Tangentopoli fino ad oggi.
Dal ‘92 al ‘93 il corso della vita politica è stato letteralmente condizionato dall’azione fuorviante di una parte della magistratura che ha preteso di assurgere ad un ruolo di rinnovamento morale in nome di una presunta rivoluzione etica, mettendo fuori gioco, con i loro leaders, i 5 partiti democratici che avevano governato l’Italia per oltre mezzo secolo e che, nonostante alcune ombre, avevano comunque assicurato il benessere e difeso la libertà e la democrazia dalla minaccia del comunismo.
Si credeva così di aver assicurato alla sinistra la presa e il mantenimento definitivo del potere.
Ma uno sconosciuto signore, certo Silvio Berlusconi, scese in campo per contrastare il passo al partito comunista e in due mesi vinse le elezioni ottenendo il governo del Paese. Da quel momento si scatenò contro di lui una azione ininterrotta della magistratura che nel ’94 fece cadere il governo, tramite un’accusa di corruzione cui seguì una assoluzione con formula piena, una azione che si sviluppò poi con oltre 50 processi di cui 41 conclusi senza essere riusciti a raggiungere una condanna.
Ma questo ormai lo sanno tutti. Invece per quanto riguarda ciò che è accaduto alla mia persona, e solo dopo la mia decisione di occuparmi della cosa pubblica, nessuno può comprenderlo. Nessuno può comprendere la carica di vera e propria violenza che mi è stata riservata in seguito a una serie incredibile di accuse e di processi che non hanno alcun fondamento nella realtà: un vero e proprio accanimento giudiziario che non ha eguali nel mondo civile.
E anche negli ultimi giorni sono rimasto allibito nel leggere assolute falsità sui giornali che sostengono la sinistra.
Io non sono mai stato socio occulto di alcuno, non ho ideato mai alcun sistema di frode fiscale, nella storia Mediaset non esiste alcuna falsa fattura, così come non esiste alcun fondo occulto all’estero che riguardi me e la mia famiglia.
Viviamo davvero in un Paese in cui la maggior parte dei reati e dei crimini non vengono neppure perseguiti, un Paese che non sa essere giusto, soprattutto verso i cittadini onesti e verso tutti coloro che, come me, hanno sempre compiuto il proprio dovere, nel lavoro così come nella vita pubblica.
Io sono fiero di aver creato con le mie sole capacità un grande gruppo imprenditoriale, che ha dato lavoro a migliaia e migliaia di collaboratori, avendo l’orgoglio di non aver mai, in decenni di attività, licenziato uno solo dei collaboratori delle mie aziende.
Sono fiero di aver contribuito alla ricchezza dell’intero Paese, versando allo Stato miliardi e miliardi di euro di imposte ed offrendo con le mie televisioni non solo uno strumento di crescita per le aziende italiane, ma anche una maggiore libertà e pluralità al mondo dell’informazione.
Quando ho deciso di occuparmi della cosa pubblica, cercando di chiamare all’impegno pubblico le energie migliori della società civile, ho dato un contributo alla modernizzazione del nostro Paese e ho messo tutte le mie forze nel tentativo di realizzare una rivoluzione liberale che non si è completamente adempiuta per le insuperabili resistenze dei partiti alleati ed anche perché tante sono in Italia le resistenze e gli ostacoli al cambiamento.
Sono anche sicuro di aver rappresentato al meglio l’Italia nel mondo, facendo in modo che divenisse protagonista e non subalterna alle grandi potenze mondiali, tutelando sempre i nostri interessi e la nostra dignità.
In cambio di tutto ciò, in cambio dell’impegno che ho profuso nel corso di quasi vent’anni a favore del mio Paese, giunto ormai quasi al termine della mia vita attiva, ricevo in premio delle accuse e una sentenza fondata sul nulla assoluto, che mi toglie addirittura la mia libertà personale e i miei diritti politici.
È cosi che l’Italia riconosce i sacrifici e l’impegno dei suoi cittadini migliori? È questa l’Italia che amiamo? È questa l’Italia che vogliamo?
No di certo. Per queste ragioni dobbiamo continuare la nostra battaglia di libertà restando in campo e chiamando con noi in campo, ad interessarsi del nostro comune destino, i giovani migliori e le energie migliori del mondo dell’imprenditoria, delle professioni e del lavoro.
Insieme a loro rimetteremo in campo Forza Italia e chiederemo agli italiani di darci quella maggioranza che è indispensabile per modernizzare il Paese, per fare le riforme a partire dalla più indispensabile di tutte che è la riforma della giustizia per non essere più un Paese sottoposto ad un esercizio assolutamente arbitrario del più terribile dei poteri: quello di privare un cittadino della sua libertà.
Dal male dobbiamo saper far uscire un bene. Che i miei più di 50 processi e questa sentenza facciano aprire gli occhi a quegli italiani che sino ad ora non sono stati consapevoli della realtà del Paese, ed hanno sprecato il loro voto o addirittura non hanno votato.
Tutti insieme, se sapremo davvero stare insieme, recupereremo la vera libertà, per noi e per i nostri figli.
Viva l'Italia!
Viva Forza Italia!
venerdì 12 luglio 2013
venerdì 14 giugno 2013
ALBINEA, SI VOTA FRA UN ANNO…E NEL FRATTEMPO?
Dall’ultimo numero di Albinea Notizie è successo di tutto…l’ex sindaco Incerti ha abbandonato per ricoprire un incarico a Roma e da allora sembra che ad Albinea la vita si sia fermata. In 3 mesi abbiamo avuto 2 consigli comunali con ordini del giorno istituzionali improrogabili, diversamente non si sarebbe fatto niente, nessuna decisione da prendere, nessun progetto da proporre, nessuna soluzione ai tanti problemi che oggi più che mai coinvolgono le nostre famiglie. Ma ultimamente il PD è più impegnato a risolvere il problemi di gerarchie interne. Il Sindaco ha abbandonato “tradendo” il suo elettorato e lasciando inevasi i suoi impegni elettorali, dalla realizzazione della Piscina Coperta, della Caserma Carabinieri, alla riqualificazione del Parco Fola e della frazione di Noce. Unica eredità certa, di questa amministrazione, è l’aumento della pressione fiscale sulle famiglie.
Da poco approvato il bilancio consuntivo 2012, il Sindaco lascia il Comune con una pressione fiscale troppo elevata a carico dei cittadini, (da noi in precedenza denunciata e per questo apostrofati come bugiardi), che per quanto riguarda l’addizionale comunale IRPEF è passata dai 573.085,00 Euro del 2011 ai 940.000,00 Euro del 2012, praticamente raddoppiata; l’IMU ha portato nelle casse comunali 2.713.970,00 Euro, di cui ben 940.000,00 per l’abitazione principale; contestualmente i servizi, la manutenzione delle strade e del verde è peggiorata al punto da trasformare il nostro territorio in un campo di battaglia.
Lenta nelle potenzialità, veloce nella negatività. Slogan che calza a pennello per questa amministrazione.
Mentre vengono sfruttate immediatamente tutte le possibilità per aumentare le tasse, non riscontriamo adeguata prontezza nell’analisi dei nuovi problemi che sorgono sul territorio: primi fra tutti Sviluppo, Sicurezza, Viabilità.
Albinea è il Comune più ricco di tutta l’Emilia Romagna, ed il controsenso è che uno dei settori più in difficoltà sia il commercio al dettaglio. Perché l’amministrazione non promuove politiche tese ad incentivare i cittadini a spendere sul territorio comunale? Perché non aiutare i commercianti nella promozione delle loro attività? Perché non privilegia come suoi fornitori e prestatori di servizi quelli residenti sul territorio, permettendo agli operatori locali di mantenere sul territorio le risorse pubbliche?
Capitolo sicurezza: a fronte dell’incremento nel numero di reati non sono state adottate misure idonee per la tutela dei cittadini. Nessuna azione coordinata per migliorare la copertura del territorio utilizzando le risorse già disponibili di Carabineri e Polizia Municipale
La realizzazione della Caserma dei Carabinieri rimane uno dei punti ricorrenti nei programmi elettorali della maggioranza e da ormai 10 anni rimane irrealizzata. Abbiamo già perso la sede della Polizia Municipale, mai vorremmo vedere che a causa di questi ritardi fossimo costretti a dover rinunciare anche al presidio dei Carabinieri. A Borzano, particolarmente colpita da reati contro il patrimonio a fine 2012, non è stato ipotizzato neanche un presidio di videosorveglianza, che sarebbe di facile realizzazione per la fortunata posizione geografica, forse dovremo solo attendere episodi maggiormente cruenti per poter poi piangere e rincorrere la soluzione più idonea.
Nel nostro piccolo continuiamo a portare proposte e contributi, proseguiamo nel monitoraggio di spese e qualità dei servizi. E’ di qualche giorno fa la nostra pubblica denuncia sul pessimo stato in cui i parchi pubblici e parchi giochi per i nostri bambini sono stati lasciati dopo l’inverno. E siamo orgogliosi del fatto che grazie ad una nostra mozione, presentata e approvata all’unanimità sia in consiglio comunale ad Albinea che nel consiglio della Provincia di Reggio Emilia, verrà a breve istituito un tavolo di lavoro fra Provincia, Comune di Albinea e rappresentanti dell’Istituto Gobetti di Scandiano per valutare finalmente l’istituzione del collegamento scolastico fra Albinea e l’Istituto Gobetti per offrire la possibilità agli studenti di scegliere fra le scuole superiori di Reggio Emilia o Scandiano.
La maggioranza PD ad Albinea è povera di soluzioni a questo momento di difficoltà , più impegnata nella politica nazionale che nelle concrete difficoltà locali . E’ giunto il momento di cambiare! L’alternanza è la base della democrazia . Coloro che sino ad ora hanno sostenuto codesta maggioranza, aprano gli occhi,e valutino più attentamente le proposte e i programmi e magari alle prossime elezioni provino a guardare a chi ha idee nuove e proposte concrete ai loro problemi .
Restiamo come sempre a vostra completa disposizione per segnalazioni e suggerimenti.
Da poco approvato il bilancio consuntivo 2012, il Sindaco lascia il Comune con una pressione fiscale troppo elevata a carico dei cittadini, (da noi in precedenza denunciata e per questo apostrofati come bugiardi), che per quanto riguarda l’addizionale comunale IRPEF è passata dai 573.085,00 Euro del 2011 ai 940.000,00 Euro del 2012, praticamente raddoppiata; l’IMU ha portato nelle casse comunali 2.713.970,00 Euro, di cui ben 940.000,00 per l’abitazione principale; contestualmente i servizi, la manutenzione delle strade e del verde è peggiorata al punto da trasformare il nostro territorio in un campo di battaglia.
Lenta nelle potenzialità, veloce nella negatività. Slogan che calza a pennello per questa amministrazione.
Mentre vengono sfruttate immediatamente tutte le possibilità per aumentare le tasse, non riscontriamo adeguata prontezza nell’analisi dei nuovi problemi che sorgono sul territorio: primi fra tutti Sviluppo, Sicurezza, Viabilità.
Albinea è il Comune più ricco di tutta l’Emilia Romagna, ed il controsenso è che uno dei settori più in difficoltà sia il commercio al dettaglio. Perché l’amministrazione non promuove politiche tese ad incentivare i cittadini a spendere sul territorio comunale? Perché non aiutare i commercianti nella promozione delle loro attività? Perché non privilegia come suoi fornitori e prestatori di servizi quelli residenti sul territorio, permettendo agli operatori locali di mantenere sul territorio le risorse pubbliche?
Capitolo sicurezza: a fronte dell’incremento nel numero di reati non sono state adottate misure idonee per la tutela dei cittadini. Nessuna azione coordinata per migliorare la copertura del territorio utilizzando le risorse già disponibili di Carabineri e Polizia Municipale
La realizzazione della Caserma dei Carabinieri rimane uno dei punti ricorrenti nei programmi elettorali della maggioranza e da ormai 10 anni rimane irrealizzata. Abbiamo già perso la sede della Polizia Municipale, mai vorremmo vedere che a causa di questi ritardi fossimo costretti a dover rinunciare anche al presidio dei Carabinieri. A Borzano, particolarmente colpita da reati contro il patrimonio a fine 2012, non è stato ipotizzato neanche un presidio di videosorveglianza, che sarebbe di facile realizzazione per la fortunata posizione geografica, forse dovremo solo attendere episodi maggiormente cruenti per poter poi piangere e rincorrere la soluzione più idonea.
Nel nostro piccolo continuiamo a portare proposte e contributi, proseguiamo nel monitoraggio di spese e qualità dei servizi. E’ di qualche giorno fa la nostra pubblica denuncia sul pessimo stato in cui i parchi pubblici e parchi giochi per i nostri bambini sono stati lasciati dopo l’inverno. E siamo orgogliosi del fatto che grazie ad una nostra mozione, presentata e approvata all’unanimità sia in consiglio comunale ad Albinea che nel consiglio della Provincia di Reggio Emilia, verrà a breve istituito un tavolo di lavoro fra Provincia, Comune di Albinea e rappresentanti dell’Istituto Gobetti di Scandiano per valutare finalmente l’istituzione del collegamento scolastico fra Albinea e l’Istituto Gobetti per offrire la possibilità agli studenti di scegliere fra le scuole superiori di Reggio Emilia o Scandiano.
La maggioranza PD ad Albinea è povera di soluzioni a questo momento di difficoltà , più impegnata nella politica nazionale che nelle concrete difficoltà locali . E’ giunto il momento di cambiare! L’alternanza è la base della democrazia . Coloro che sino ad ora hanno sostenuto codesta maggioranza, aprano gli occhi,e valutino più attentamente le proposte e i programmi e magari alle prossime elezioni provino a guardare a chi ha idee nuove e proposte concrete ai loro problemi .
Restiamo come sempre a vostra completa disposizione per segnalazioni e suggerimenti.
giovedì 9 maggio 2013
IN RICORDO DI GIULIO ANDREOTTI
Ho avuto il piacere di incontrare dal vivo Giulio Andreotti nel 2004, nonostante gli 85 anni di età rimasi colpito da come sapeva tenere "incollata" la platea, intervallando il ricordo di De Gasperi alle sue immancabili battute.
Al termine una stretta di mano, un autografo ed un ricordo che non si cancellerà mai...
Grazie di tutto
Al termine una stretta di mano, un autografo ed un ricordo che non si cancellerà mai...
Grazie di tutto
venerdì 3 maggio 2013
LE CONDIZIONI DEL PARCO PUBBLICO DI BORZANO NON SONO PIU’ TOLLERABILI
Il parco pubblico di Borzano è in condizioni pessime, non vengono effettuate manutenzioni da tempo, nemmeno le più semplici, fatta eccezione per il rubinetto della fontana, l’unica riparazione che si ricordi negli ultimi mesi.
L’erba è altissima, raggiunge il livello della seduta delle panchine, le gambe dei bambini che giocano nel parchetto praticamente non si vedono…i sassi del ciotolato della piazzetta centrale hanno lasciato posto alla sabbia, rimossi probabilmente a causa delle cattive condizioni meteo dell’ultimo inverno; i lampioni sono stati distrutti da qualche vandalo che non ha trovato niente di meglio da fare che tirare i sassi del ciotolato contro i lampioni per infrangere le bocce di plastica che racchiudono le lampade.
Lo scivolo è imbrattato da scritte, sicuramente poco educative per i bambini; il cesto in cui i bambini si siedono e si lasciano dondolare come un’altalena è poco sicuro, in alcuni punti si vede il fondo a dimostrazione che l’incolumità dei bambini stessi è a rischio.
Queste sono le condizioni attuali, dimostrate dalle immagini, invitiamo l’amministrazione comunale albinetana ad effettuare le manutenzioni, che puntualmente vengono fatte solo ed esclusivamente prima di eventi importanti per la comunità locale, come se si volesse correre ai ripari prima dell’afflusso di molte persone.
Per la fiera di Luglio ,ad esempio, il parco è sempre in perfette condizioni, quindi, dato che Domenica 5 Maggio a Borzano si terranno contemporaneamente le Prime Comunioni in Parrocchia, e la manifestazione podistica “Un gir per Bursan” per le vie del paese, auspichiamo che anche questa volta l’amministrazione comunale in fretta e furia cancelli le prove delle condizioni del parco.
Proponiamo inoltre che questo spazio, utilizzato soprattutto da bambini per giocare e dai loro genitori, o da anziani che si fermano all’ombra di qualche pianta per scambiare due chiacchiere, venga adeguatamente recintato (una staccionata, una siepe) in modo che venga marcata la divisione fra il parco e la strada asfaltata adiacente.
L’erba è altissima, raggiunge il livello della seduta delle panchine, le gambe dei bambini che giocano nel parchetto praticamente non si vedono…i sassi del ciotolato della piazzetta centrale hanno lasciato posto alla sabbia, rimossi probabilmente a causa delle cattive condizioni meteo dell’ultimo inverno; i lampioni sono stati distrutti da qualche vandalo che non ha trovato niente di meglio da fare che tirare i sassi del ciotolato contro i lampioni per infrangere le bocce di plastica che racchiudono le lampade.
Lo scivolo è imbrattato da scritte, sicuramente poco educative per i bambini; il cesto in cui i bambini si siedono e si lasciano dondolare come un’altalena è poco sicuro, in alcuni punti si vede il fondo a dimostrazione che l’incolumità dei bambini stessi è a rischio.
Queste sono le condizioni attuali, dimostrate dalle immagini, invitiamo l’amministrazione comunale albinetana ad effettuare le manutenzioni, che puntualmente vengono fatte solo ed esclusivamente prima di eventi importanti per la comunità locale, come se si volesse correre ai ripari prima dell’afflusso di molte persone.
Per la fiera di Luglio ,ad esempio, il parco è sempre in perfette condizioni, quindi, dato che Domenica 5 Maggio a Borzano si terranno contemporaneamente le Prime Comunioni in Parrocchia, e la manifestazione podistica “Un gir per Bursan” per le vie del paese, auspichiamo che anche questa volta l’amministrazione comunale in fretta e furia cancelli le prove delle condizioni del parco.
Proponiamo inoltre che questo spazio, utilizzato soprattutto da bambini per giocare e dai loro genitori, o da anziani che si fermano all’ombra di qualche pianta per scambiare due chiacchiere, venga adeguatamente recintato (una staccionata, una siepe) in modo che venga marcata la divisione fra il parco e la strada asfaltata adiacente.
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