Con grande soddisfazione plaudiamo all’accordo fra Parocchia di Albinea e Comune di Albinea approvato all’unanimità in consiglio comunale in merito alla realizzazione di una casa di riposo nel territorio albinetano.
L’accordo prevede che l’attuale società fra Parrocchia e Comune (Albinea Casa Insieme Srl) venga trasformata in società per azioni e che questa società sia la capofila nella realizzazione della nuova struttura che andrà ad affiancarsi ai servizi offerti dall’attuale Centro diurno Casa Cervi.
Non ne abbia a male l’amministrazione, ma vogliamo sentitamente complimentarci prima di tutto con i grandi protagonisti della vicenda, con chi magari ha dedicato anima e cuore al progetto, ma resta lontano dalle luci della ribalta, lasciando l’onore della promozione dell’accordo all’amministrazione comunale stessa.
La Parrocchia, che anteponendo gli interessi della cittadinanza a quelli propri, ha accettato di cedere il 5% di capitale sociale al Comune, offrendo così la parità all’interno della nuova Spa (condizione posta dal Comune per partecipare al progetto). In Albinea Casa Insieme Srl, infatti, la Parrocchia deteneva il 55% delle quote, mentre il Comune il restante 45%, nella nuova compagine i due soci saranno presenti con il 50% ciascuno.
Non è stato sicuramente un passaggio semplice e facile da accettare per tutti i fedeli, rappresentati dal Consiglio Pastorale e dal Consiglio Affari Economici, ma alla fine ha prevalso lo spirito costruttivo.
Albinea Casa Insieme Srl, nella persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione Montanari Pietro, che tanto tempo ha dedicato alla buona riuscita dell’accordo, analizzando accuratamente il piano finanziario, contattando in prima persona gli istituti finanziari e visitando personalmente alcune strutture simili in altri comuni.
Infine non dimentichiamo lo straordinaria generosità del sig. Cervi, grazie al quale venne realizzato il primo intervento del Centro Diurno ed oggi sul medesimo terreno attualmente utilizzato come giardino, sorgerà la casa di riposo per anziani. Ulteriore menzione alla sua generosità va all’integrazione in denaro recentemente erogata proprio per concretizzare la realizzazione del progetto.
Gli altri protagonisti sono quelli che verranno, i cittadini: a breve infatti verrà proposto in forma di azionariato popolare la possibilità di contribuire alla raccolta di risorse indispensabili per la realizzazione del progetto. Ciascun cittadino potrà sottoscrivere quote della nuova Spa, contribuendo in questo modo a sostenere l’importante sforzo economico per la costruzione. Secondo, il mondo del volontariato così prodigo nel nostro territorio, per il loro prezioso contributo nella futura gestione dell’assistenza agli anziani.
In consiglio comunale abbiamo sottolineato che l’operazione prevede sicuramente alcuni rischi, primo fra tutti una possibile e pericolosa fase di stallo nel caso si verificassero disaccordi fra i due soci su particolari questioni decisionali.
La possibilità che il Comune debba cessare la propria partecipazione per normative statali che impedirebbero alle amministrazioni locali di partecipare ad attività e società private.
Il rischio che inizialmente, fino a quando la struttura non sarà a regime completo, possano subentrare difficoltà nell’onorare gli impegni assunti nei confronti degli enti finanziatori..
Valutati i rischi, a fronte di tanto sforzo prodotto dalle parti in causa, ai benefici che la struttura porterà a tutta la nostra comunità, abbiamo ritenuto opportuno anche da parte del nostro gruppo sostenere unanimemente l’iniziativa.
Come sempre, in contesti in cui il pubblico trova grande sostegno e risorse nel privato (sia in termini economici che umani) risulta più facile offrire qualità di servizi e di vita eccellenti, il nostro augurio è che nessuno ne approfitti per avvantaggiarsi politicamente di questa opportunità di cui ha solo in parte il merito di partecipare alla realizzazione e gestire.
mercoledì 20 aprile 2011
CORSO DI MASSAGGIO INFANTILE A.I.M.I.
PREMESSO CHE:
in data 23/03/2011 l’Amministrazione comunale di Albinea, tramite il servizio newsletter, ha promosso un corso di massaggio infantile AIMI organizzato dal Centro per le Famiglie di Quattro Castella, Albinea e Vezzano sul Crostolo.
Il ciclo di incontri si è svolto in quattro date presso la struttura comunale Nido d’Infanzia l’Aquilone.
Il corso non è guidato da dipendenti comunali, quindi l’amministrazione ha avviato sicuramente progetti esterni / collaborazioni
CONSIDERATO CHE:
Occorrono requisiti particolari e specifici per essere effettivamente abilitati allo status “insegnante AIMI”.
VALUTATO CHE:
In seguito a richiesta scritta inviata all’associazione dal nostro gruppo consiliare, la Presidente Nazionale, d.ssa Paola Vitti, ha confermato che, a corso già iniziato, l’insegnante non era in regola con lo status di insegnante attivo da alcuni anni e non soddisfaceva detti requisiti
SI INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA
Al fine di conoscere quali controlli siano stati effettuati dagli uffici comunali prima di organizzare il corso AIMI e assegnare l’incarico a soggetti esterni per la conduzione.
in data 23/03/2011 l’Amministrazione comunale di Albinea, tramite il servizio newsletter, ha promosso un corso di massaggio infantile AIMI organizzato dal Centro per le Famiglie di Quattro Castella, Albinea e Vezzano sul Crostolo.
Il ciclo di incontri si è svolto in quattro date presso la struttura comunale Nido d’Infanzia l’Aquilone.
Il corso non è guidato da dipendenti comunali, quindi l’amministrazione ha avviato sicuramente progetti esterni / collaborazioni
CONSIDERATO CHE:
Occorrono requisiti particolari e specifici per essere effettivamente abilitati allo status “insegnante AIMI”.
VALUTATO CHE:
In seguito a richiesta scritta inviata all’associazione dal nostro gruppo consiliare, la Presidente Nazionale, d.ssa Paola Vitti, ha confermato che, a corso già iniziato, l’insegnante non era in regola con lo status di insegnante attivo da alcuni anni e non soddisfaceva detti requisiti
SI INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA
Al fine di conoscere quali controlli siano stati effettuati dagli uffici comunali prima di organizzare il corso AIMI e assegnare l’incarico a soggetti esterni per la conduzione.
giovedì 14 aprile 2011
PROCESSO BREVE, NESSUN RISCHIO
Nonostante le terroristiche affermazioni di alcuni esponenti dell’opposizione, le nuove norme sul processo breve e sulla prescrizione breve non incideranno sui procedimenti per il disastro di Viareggio, il terremoto dell’Aquila o per il crack Parmalat.
Per il primo i Pm stanno procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno, quindi, in un tempo lontanissimo; se il processo breve verrà approvato la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.
Lo stesso vale per i processi per il terremoto dell’Aquila, dove il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi. E anche su Parmalat non ci sarebbe nulla da temere, visto che per il reato di bancarotta fraudolenta ed aggravata si passa dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi.
Per il primo i Pm stanno procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno, quindi, in un tempo lontanissimo; se il processo breve verrà approvato la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.
Lo stesso vale per i processi per il terremoto dell’Aquila, dove il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi. E anche su Parmalat non ci sarebbe nulla da temere, visto che per il reato di bancarotta fraudolenta ed aggravata si passa dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi.
venerdì 8 aprile 2011
BILANCIO 2011: QUANDO POTREMO FINALMENTE PARLARE SERIAMENTE DI UNIONE?
Si è riunito il consiglio dell’ Unione Colline Matildiche (formato dai comuni di Quattro Castella, Albinea e Vezzano sul Crostolo) per approvare il bilancio di previsione 2011.
Con amarezza constatiamo che per un altro anno i cittadini non potranno godere dei benefici teorici che questa Unione avrebbe dovuto portare alla cittadinanza, quali ad esempio maggiori servizi a minori costi.
In realtà l’Unione, anche se costituita ormai da tre anni per usufruire del finanziamento regionale, è solo formale: le uniche entrate sono quelle dei trasferimenti dei 3 comuni che ne fanno parte per coprire le spese dei servizi personale, polizia municipale, protezione civile e sportello unico attività produttive.
L’unico servizio che l’Unione fino ad oggi ha affrontato “seriamente” è quello relativo alla Polizia Municipale ed è stato decisamente un fallimento, ed ha portato alla fuoriuscita dal Corpo Unico da parte di uno dei comuni costituenti, Vezzano sul Crostolo.
Fino a quando non ci saranno progetti concreti e di beneficio per la cittadinanza (ma quanto ancora dovremo attendere?) è inutile soffermarsi a valutare le singole voci di entrata e spesa, il nostro atteggiamento sarà sempre contrario, di opposizione costruttiva ne parleremo quando ci sarà effettivamente qualcosa da “costruire”.
Ovviamente l’Unione assume un “profilo nascosto” , mantenuto dalle 3 amministrazioni comunali, pochissima informazione alla cittadinanza in modo che non emergano queste grosse lacune. ma il nostro lavoro serio e responsabile ci impone di informare e denunciare quanto sta accadendo…cioè nulla…
Con amarezza constatiamo che per un altro anno i cittadini non potranno godere dei benefici teorici che questa Unione avrebbe dovuto portare alla cittadinanza, quali ad esempio maggiori servizi a minori costi.
In realtà l’Unione, anche se costituita ormai da tre anni per usufruire del finanziamento regionale, è solo formale: le uniche entrate sono quelle dei trasferimenti dei 3 comuni che ne fanno parte per coprire le spese dei servizi personale, polizia municipale, protezione civile e sportello unico attività produttive.
L’unico servizio che l’Unione fino ad oggi ha affrontato “seriamente” è quello relativo alla Polizia Municipale ed è stato decisamente un fallimento, ed ha portato alla fuoriuscita dal Corpo Unico da parte di uno dei comuni costituenti, Vezzano sul Crostolo.
Fino a quando non ci saranno progetti concreti e di beneficio per la cittadinanza (ma quanto ancora dovremo attendere?) è inutile soffermarsi a valutare le singole voci di entrata e spesa, il nostro atteggiamento sarà sempre contrario, di opposizione costruttiva ne parleremo quando ci sarà effettivamente qualcosa da “costruire”.
Ovviamente l’Unione assume un “profilo nascosto” , mantenuto dalle 3 amministrazioni comunali, pochissima informazione alla cittadinanza in modo che non emergano queste grosse lacune. ma il nostro lavoro serio e responsabile ci impone di informare e denunciare quanto sta accadendo…cioè nulla…
domenica 3 aprile 2011
UN CIMITERO NON PER TUTTI
In anteprima, il prossimo articolo che verrà pubblicato sul periodico dell'Amministrazione Comunale "Albinea Notizie"
Presunzione, Incapacità o semplice Arroganza?
Alcuni cittadini e operatori del settore hanno rilevato gravi errori di progettazione nonché esecuzione del nuovo cimitero di Albinea.
Abbiamo raccolto queste critiche (molte), per poter oggettivamente valutare l’intervento realizzato in via Monterampino. Alcuni anni fa l’amministrazione ha pianificato una struttura cimiteriale in aggiunta a quelle di Borzano, Montericco e Albinea Chiesa. Circa 24 mesi fa sono cominciati i lavori. Critiche potrebbero già essere indirizzate per la gestione dell’appalto , ma non è questo l’argomento che vogliamo rilevare .
Altre sono le decisioni della Amministrazione comunale che non possono non essere criticate .
La progettazione della struttura non ha infatti tenuto conto e non si è avvalsa della “competenza e disponibilità” di operatori del settore, i quali pur avendo fornito indicazioni e consigli preliminari, in fase di realizzazione essi sono stati ignorati .
Trattandosi di struttura di nuova realizzazione, sarebbe stato facile rispettare criteri sia estetici che funzionali. Invece, già dalle prime tumulazioni, sono stati riscontrati problemi e incongruenze che hanno del grottesco: ad esempio casi di loculi incapienti. Secondo l’amministrazione sono state adottate le misure standard (le minime), risparmiando dai 3 ai 5 cm per loculo. Ciò ha comportato però, per i malcapitati, vincoli nella scelta delle bare. I loculi adottati nella nuova struttura hanno dimensioni di accesso e interne differenti. Problemi si sono riscontrati anche nelle tombe di famiglia per le quali i parametri di progettazione iniziali impedirebbero fisicamente la possibilità di tumulare i defunti accedendo con i feretri dall’interno. Per le tumulazioni a terra, la disposizione e gli accessi per la realizzazione delle buche sono talmente poco funzionali e contenuti che il lavoro per le onoranze funebri aumenta in modo esponenziale, aumentando il rischio di danneggiare le strutture cimiteriali. Difficoltà e dilatazione dei tempi, l’utilizzo di strumentazione specifica potrebbero giustificare nel tempo l’aumento dei costi di tumulazione. Sottodimensionati i loculi per le urne cinerarie, impedirebbero forme di personalizzazione della lapide e la possibilità di lasciare un fiore per il caro estinto. Lavori di adeguamento e modifica sono stati avviati, ma con grande disagio per i frequentatori del cimitero. Con il tempo i disagi diventeranno anche maggiori. I cittadini pagheranno per l’incompetenza dell’amministrazione. Il rischio di non poter essere tumulati nel loculo acquistato in vita è alto, soprattutto nel caso si arrivasse al trapasso con una taglia superiore a quella avuta in fase di rogito. Forse verrà introdotta la clausola: “l’Amministrazione si riserva di non tumulare i cittadini troppo grassi “.
Se analizziamo solo i parametri legislativi, la struttura è a norma, ma quale attenzione è stata data ai cittadini? Essere a NORMA, non vuol dire essere BRAVI o ATTENTI.
Il Gruppo consiliare PDL ha immediatamente presentato un interrogazione a tal proposito. La Giunta ci ha risposto: “E’ tutto a posto”. Siamo convinti che l’arroganza espressa da questa amministrazione, associata alla presunzione e all’ incompetenza siano pregiudizievoli per tutta la collettività. La Sinistra, a livello di governo centrale, sostiene che avere la maggioranza non giustifica una politica amministrativa despotica.
A quanto pare, per i nostri amministratori questo vale solo per il governo centrale, nelle amministrazioni locali
chi evidentemente ha la maggioranza ha invece il diritto di fare quello che vuole proprio in virtù della stessa democratica maggioranza. I soliti due pesi e due misure. Rinnoviamo il nostro impegno nel tutelare e sostenere tutte le iniziative volte a migliorare sia la qualità che l’economicità dei servizi offerti.
Essere pochi contro tanti ci rende la vita un po’ più difficile ma non per questo rinunceremo a perseguire giustizia e verità ogni volta che verrà chiesto il nostro impegno.
Presunzione, Incapacità o semplice Arroganza?
Alcuni cittadini e operatori del settore hanno rilevato gravi errori di progettazione nonché esecuzione del nuovo cimitero di Albinea.
Abbiamo raccolto queste critiche (molte), per poter oggettivamente valutare l’intervento realizzato in via Monterampino. Alcuni anni fa l’amministrazione ha pianificato una struttura cimiteriale in aggiunta a quelle di Borzano, Montericco e Albinea Chiesa. Circa 24 mesi fa sono cominciati i lavori. Critiche potrebbero già essere indirizzate per la gestione dell’appalto , ma non è questo l’argomento che vogliamo rilevare .
Altre sono le decisioni della Amministrazione comunale che non possono non essere criticate .
La progettazione della struttura non ha infatti tenuto conto e non si è avvalsa della “competenza e disponibilità” di operatori del settore, i quali pur avendo fornito indicazioni e consigli preliminari, in fase di realizzazione essi sono stati ignorati .
Trattandosi di struttura di nuova realizzazione, sarebbe stato facile rispettare criteri sia estetici che funzionali. Invece, già dalle prime tumulazioni, sono stati riscontrati problemi e incongruenze che hanno del grottesco: ad esempio casi di loculi incapienti. Secondo l’amministrazione sono state adottate le misure standard (le minime), risparmiando dai 3 ai 5 cm per loculo. Ciò ha comportato però, per i malcapitati, vincoli nella scelta delle bare. I loculi adottati nella nuova struttura hanno dimensioni di accesso e interne differenti. Problemi si sono riscontrati anche nelle tombe di famiglia per le quali i parametri di progettazione iniziali impedirebbero fisicamente la possibilità di tumulare i defunti accedendo con i feretri dall’interno. Per le tumulazioni a terra, la disposizione e gli accessi per la realizzazione delle buche sono talmente poco funzionali e contenuti che il lavoro per le onoranze funebri aumenta in modo esponenziale, aumentando il rischio di danneggiare le strutture cimiteriali. Difficoltà e dilatazione dei tempi, l’utilizzo di strumentazione specifica potrebbero giustificare nel tempo l’aumento dei costi di tumulazione. Sottodimensionati i loculi per le urne cinerarie, impedirebbero forme di personalizzazione della lapide e la possibilità di lasciare un fiore per il caro estinto. Lavori di adeguamento e modifica sono stati avviati, ma con grande disagio per i frequentatori del cimitero. Con il tempo i disagi diventeranno anche maggiori. I cittadini pagheranno per l’incompetenza dell’amministrazione. Il rischio di non poter essere tumulati nel loculo acquistato in vita è alto, soprattutto nel caso si arrivasse al trapasso con una taglia superiore a quella avuta in fase di rogito. Forse verrà introdotta la clausola: “l’Amministrazione si riserva di non tumulare i cittadini troppo grassi “.
Se analizziamo solo i parametri legislativi, la struttura è a norma, ma quale attenzione è stata data ai cittadini? Essere a NORMA, non vuol dire essere BRAVI o ATTENTI.
Il Gruppo consiliare PDL ha immediatamente presentato un interrogazione a tal proposito. La Giunta ci ha risposto: “E’ tutto a posto”. Siamo convinti che l’arroganza espressa da questa amministrazione, associata alla presunzione e all’ incompetenza siano pregiudizievoli per tutta la collettività. La Sinistra, a livello di governo centrale, sostiene che avere la maggioranza non giustifica una politica amministrativa despotica.
A quanto pare, per i nostri amministratori questo vale solo per il governo centrale, nelle amministrazioni locali
chi evidentemente ha la maggioranza ha invece il diritto di fare quello che vuole proprio in virtù della stessa democratica maggioranza. I soliti due pesi e due misure. Rinnoviamo il nostro impegno nel tutelare e sostenere tutte le iniziative volte a migliorare sia la qualità che l’economicità dei servizi offerti.
Essere pochi contro tanti ci rende la vita un po’ più difficile ma non per questo rinunceremo a perseguire giustizia e verità ogni volta che verrà chiesto il nostro impegno.
domenica 13 marzo 2011
GIUSTIZIA, LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME
Il cardine della riforma della giustizia è la divisione tra giudici e Pm: pone al centro la parità tra accusa e difesa. Il giudice diventa colui che è davvero sopra le parti, perché non è più pari al Pm.
Finora i piatti della bilancia erano sbilanciati a favore dei magistrati: da una parte c'erano giudici e Pm, dall'altra il cittadino solo. Ora invece i piatti sono stati messi su un unico piano: in una condizione di parità.
Altro punto fondamentale: la responsabilità civile dei magistrati, al pari di tutti gli altri dipendenti dello Stato. Se sbaglia il medico è responsabile e il cittadino può citarlo. Così potrà avvenire anche per il magistrato. Si attua il principio della legge uguale per tutti.
La riforma non riguarderà i processi in corso alla data della sua entrata in vigore, pertanto non si potrà assolutamente parlare di legge ad personam, ma di legge fatta nell’interesse di tutti i cittadini.
Finora i piatti della bilancia erano sbilanciati a favore dei magistrati: da una parte c'erano giudici e Pm, dall'altra il cittadino solo. Ora invece i piatti sono stati messi su un unico piano: in una condizione di parità.
Altro punto fondamentale: la responsabilità civile dei magistrati, al pari di tutti gli altri dipendenti dello Stato. Se sbaglia il medico è responsabile e il cittadino può citarlo. Così potrà avvenire anche per il magistrato. Si attua il principio della legge uguale per tutti.
La riforma non riguarderà i processi in corso alla data della sua entrata in vigore, pertanto non si potrà assolutamente parlare di legge ad personam, ma di legge fatta nell’interesse di tutti i cittadini.
sabato 12 marzo 2011
AD ALBINEA TEMPI DURI ANCHE PER I DEFUNTI
Un successo incredibile, tabelloni fuori dalle edicole, prima pagina su Gazzetta di Reggio e Informazione, articolo su Carlino e Reggio24h....
di seguito il testo completo del comunicato
Era stato annunciato come una delle opere più importanti in campagna elettorale il nuovo cimitero di Albinea di via Monterampino.
Inaugurato solo pochi mesi fa con Sindaco, banda musicale e toni trionfalistici, ora in sordina si sta cercando di rimediare agli errori commessi.
Sembra incredibile a dirsi, ma i loculi del cimitero sono troppo stretti…
La cittadinanza, sempre attenta e scrupolosa, ci ha infatti segnalato che alcuni modelli di bare attualmente in commercio sono leggermente più larghe dei loculi costruiti.
All’interno del cimitero è stato istituito un cantiere per rimediare all’errore: tutti i loculi dovranno ora essere allargati, riducendo lo spessore fra uno e l’altro.
Increduli e stupiti, in quanto chiunque rimarrebbe a bocca aperta di fronte ad una notizia del genere, abbiamo effettuato un sopralluogo e le foto allegate testimoniano il tutto, un parco cimiteriale molto esteso, spazio in abbondanza, e nonostante tutto l’Amministrazione (forse per guadagnare posti) ha “risparmiato” sulle misure.
Nel ricordare che per finanziare il cimitero l’amministrazione ha anche ceduto un importante stabile in pieno centro ad Albinea (ex biblioteca e sala civica di via Crocioni), abbiamo depositato un’interrogazione urgente per capire chi stia effettuando i lavori di sistemazione, se l’impresa che ha costruito il cimitero o se siano stati affidati a terzi, e chi paga tutto questo spreco di tempo e denaro.
Se ci sono colpe da parte dell’amministrazione comunale è bene individuare i responsabili ed attendiamo dall’assessore competente e dal Sindaco una pronta replica per fornire i chiarimenti dovuti.
di seguito il testo completo del comunicato
Era stato annunciato come una delle opere più importanti in campagna elettorale il nuovo cimitero di Albinea di via Monterampino.
Inaugurato solo pochi mesi fa con Sindaco, banda musicale e toni trionfalistici, ora in sordina si sta cercando di rimediare agli errori commessi.
Sembra incredibile a dirsi, ma i loculi del cimitero sono troppo stretti…
La cittadinanza, sempre attenta e scrupolosa, ci ha infatti segnalato che alcuni modelli di bare attualmente in commercio sono leggermente più larghe dei loculi costruiti.
All’interno del cimitero è stato istituito un cantiere per rimediare all’errore: tutti i loculi dovranno ora essere allargati, riducendo lo spessore fra uno e l’altro.
Increduli e stupiti, in quanto chiunque rimarrebbe a bocca aperta di fronte ad una notizia del genere, abbiamo effettuato un sopralluogo e le foto allegate testimoniano il tutto, un parco cimiteriale molto esteso, spazio in abbondanza, e nonostante tutto l’Amministrazione (forse per guadagnare posti) ha “risparmiato” sulle misure.
Nel ricordare che per finanziare il cimitero l’amministrazione ha anche ceduto un importante stabile in pieno centro ad Albinea (ex biblioteca e sala civica di via Crocioni), abbiamo depositato un’interrogazione urgente per capire chi stia effettuando i lavori di sistemazione, se l’impresa che ha costruito il cimitero o se siano stati affidati a terzi, e chi paga tutto questo spreco di tempo e denaro.
Se ci sono colpe da parte dell’amministrazione comunale è bene individuare i responsabili ed attendiamo dall’assessore competente e dal Sindaco una pronta replica per fornire i chiarimenti dovuti.
sabato 5 febbraio 2011
REPLICA ALLA PROLOCO SU INVESTIMENTO BROLETTO
“Il popolo non ha più pane?..che mangino brioches!” La celebre frase attribuita alla regina Antonietta moglie del Re Sole poco prima di essere ghigliottinata, si addice perfettamente alla situazione attuale che si verifica nella nostra comunità.
Da una parte un sindaco che fa del terrorismo mediatico adducendo in più occasioni sugli organi di stampa che per carenza di risorse sarà costretta a fare tagli su servizi essenziali, coinvolgendo a turno: scuola, cultura, anziani, assistenza.
Dall’altra parte assistiamo ad interventi che assorbono risorse importanti per finalità più estetiche che funzionali. Ricordiamo che l’Istituto che tutela dei Beni Culturali, ha “suggerito” di recuperare gli insediamenti storici di Borzano, Montericco e Broletto, non “obbligato” l’amministrazione a farlo e soprattutto non ha dato tempi, tanto è che questa indicazione venne fatta 7/8 anni fa.
Oggi, in un momento di tensione economica, l’amministrazione minaccia di non riuscire a garantire servizi essenziali (il pane) per finanziare interventi non indispensabili (le brioches).
In mezzo a tagli e sprechi proviamo a far sentire la nostra voce, cittadini, giovani, forse sprovveduti politici, ma certamente non “disinformati” e non “non conoscitori della storia”.
Sicuramente, proprio perché giovani, non siamo ancora sufficientemente condizionati e contaminati dagli interessi di palazzo per cui ci permettiamo di sostenere liberamente le nostre idee.
Ogni giorno vengono richiesti sacrifici e rinunce alle famiglie mentre il denaro pubblico viene speso con un criterio meno prudente e attento..
Come residenti, ringraziamo il sig. Corradini Presidente della Pro Loco per il grande impegno che da sempre profonde nella tutela e promozione del territorio e delle sue tradizioni, il gran lavoro di ricerca e conservazione di documenti e testimonianze e aggiungiamo che, se il Sig. Corradini avesse assistito al dibattito in consiglio comunale o avesse letto i verbali di quella serata, avrebbe constatato che non abbiamo condannato l’intervento conservativo, abbiamo condannato il “momento” nel quale l’intervento viene realizzato.
La nostra accusa non è indirizzata alle famiglie che vivono nel comprensorio di Broletto, vuole essere l’evidenza della incoerenza di una amministrazione che lamenta scarsità di risorse e poi seppellisce migliaia di euro in un intervento procrastinabile in momenti di maggior tranquillità economica.
Tenevamo inoltre a far sapere ai nostri elettori che come loro rappresentanti non siamo “disinformati” ne tanto meno “persone che non conoscono la storia o il territorio”, sicuramente siamo dei “giovani politici” che sino ad oggi con i pochi strumenti a nostra disposizione abbiamo espresso liberamente il nostro pensiero e le nostre idee, con spirito democratico e sempre rispettoso delle controparti, mai ci siamo permessi di denigrare i nostri avversari politici che pur con idee differenti, umanamente rispettiamo e stimiamo e mai ci permetteremmo di attaccare le persona o sminuirle nella sfera personale, ognuno di noi invece sarà chiamato a rispondere per il ruolo che ricopre pubblicamente.
GRUPPO CONSILIARE PDL ALBINEA
Ganapini Davide, Carrara Alessandro, Marmiroli Giovanni
Da una parte un sindaco che fa del terrorismo mediatico adducendo in più occasioni sugli organi di stampa che per carenza di risorse sarà costretta a fare tagli su servizi essenziali, coinvolgendo a turno: scuola, cultura, anziani, assistenza.
Dall’altra parte assistiamo ad interventi che assorbono risorse importanti per finalità più estetiche che funzionali. Ricordiamo che l’Istituto che tutela dei Beni Culturali, ha “suggerito” di recuperare gli insediamenti storici di Borzano, Montericco e Broletto, non “obbligato” l’amministrazione a farlo e soprattutto non ha dato tempi, tanto è che questa indicazione venne fatta 7/8 anni fa.
Oggi, in un momento di tensione economica, l’amministrazione minaccia di non riuscire a garantire servizi essenziali (il pane) per finanziare interventi non indispensabili (le brioches).
In mezzo a tagli e sprechi proviamo a far sentire la nostra voce, cittadini, giovani, forse sprovveduti politici, ma certamente non “disinformati” e non “non conoscitori della storia”.
Sicuramente, proprio perché giovani, non siamo ancora sufficientemente condizionati e contaminati dagli interessi di palazzo per cui ci permettiamo di sostenere liberamente le nostre idee.
Ogni giorno vengono richiesti sacrifici e rinunce alle famiglie mentre il denaro pubblico viene speso con un criterio meno prudente e attento..
Come residenti, ringraziamo il sig. Corradini Presidente della Pro Loco per il grande impegno che da sempre profonde nella tutela e promozione del territorio e delle sue tradizioni, il gran lavoro di ricerca e conservazione di documenti e testimonianze e aggiungiamo che, se il Sig. Corradini avesse assistito al dibattito in consiglio comunale o avesse letto i verbali di quella serata, avrebbe constatato che non abbiamo condannato l’intervento conservativo, abbiamo condannato il “momento” nel quale l’intervento viene realizzato.
La nostra accusa non è indirizzata alle famiglie che vivono nel comprensorio di Broletto, vuole essere l’evidenza della incoerenza di una amministrazione che lamenta scarsità di risorse e poi seppellisce migliaia di euro in un intervento procrastinabile in momenti di maggior tranquillità economica.
Tenevamo inoltre a far sapere ai nostri elettori che come loro rappresentanti non siamo “disinformati” ne tanto meno “persone che non conoscono la storia o il territorio”, sicuramente siamo dei “giovani politici” che sino ad oggi con i pochi strumenti a nostra disposizione abbiamo espresso liberamente il nostro pensiero e le nostre idee, con spirito democratico e sempre rispettoso delle controparti, mai ci siamo permessi di denigrare i nostri avversari politici che pur con idee differenti, umanamente rispettiamo e stimiamo e mai ci permetteremmo di attaccare le persona o sminuirle nella sfera personale, ognuno di noi invece sarà chiamato a rispondere per il ruolo che ricopre pubblicamente.
GRUPPO CONSILIARE PDL ALBINEA
Ganapini Davide, Carrara Alessandro, Marmiroli Giovanni
sabato 29 gennaio 2011
BILANCIO 2011. ANCHE I RICCHI PIANGONO
Anche i ricchi piangono. Viene spontaneo pensare al titolo della famosa telenovela messicana anni 80 dopo avere assistito al Consiglio comunale di Albinea avente all’ordine del giorno il Bilancio 2011.
Il pensiero viene spontaneo non solo perché a causa della crisi i soldi sono sempre meno, ma anche perché pensiamo alla grande maggioranza dei “ricchi” cittadini di Albinea che hanno votato questa amministrazione e oggi constatano che l’unica decisione che prende il sindaco in un momento di difficoltà è tagliare i servizi sulla pelle dei cittadini e piangere perché dice non essere colpa sua ma del Governo .
E’ come se il buon padre di famiglia che si è visto ridurre lo stipendio dal datore di lavoro in difficoltà l’unica decisione che riesce a prendere è non dare più da mangiare ai propri figli e stare seduto a piangere dalla mattina alla sera, invece di andarsi a trovare ad esempio un secondo lavoro per compensare il mancato guadagno oppure spendere meglio i pochi soldi rimasti!
Il gruppo consiliare Pdl del Comune di Albinea esprime forti perplessità sul bilancio che l’amministrazione comunale di Albinea ha approvato in data 24.01.2011 (favorevoli il Pd e la finta opposizione di Rifondazione Comunista).
Da segnalare anche la presentazione faziosa del sindaco, che in ogni luogo possibile, sia esso il Consiglio comunale o l’assemblea pubblica di presentazione o la lettera inviata ai genitori degli alunni delle scuole, ha incentrato la presentazione solo ed esclusivamente sui forti tagli del governo Berlusconi agli enti locali. Non si è fatto menzione della crisi che coinvolge la nostra economia, i minori redditi per cui anche le minori entrate per l’erario, i minori oneri di urbanizzazione a causa della diminuzione degli interventi di edilizia privata e infine nulla ha detto sulla necessità di adottare un criterio di gestione della risorsa pubblica più responsabile. Seguendo alcune indicazioni del governo (minori consulenze e minori oneri di pubblicità ad esempio) si sono recuperati ben 93.000 euro rispetto ai costi sostenuti lo scorso anno.
Si è parlato di tagli e non si è parlato di minor dispersione di risorse. Il taglio è il non riuscire a garantire un diritto indispensabile, quando si riducono dei servizi accessori, invece, si dovrebbe parlare di gestione responsabile. Il comune prevede investimenti che si potranno realizzare solo con la speranza che il governo centrale modifichi alcuni criteri del patto di stabilità per finanziare le opere con le alienazioni di cespiti pubblici. Opere promesse in campagna elettorale, ribadite quest’anno nel piano triennale, difficilmente troveranno realizzazione.
I cittadini sono stati illusi con piscina coperta, caserma dei carabinieri, casa di riposo, il 2014, anno in cui l’amministrazione renderà conto di quanto effettivamente promesso, non è poi così lontano. E anche allora dirà che è stata colpa del Governo.
Ed è anche nelle piccole cose, o nella destinazione delle risorse che abbiamo a disposizione che si vede la capacità del buon amministratore, vengono elargiti compensi per chi organizza un corso per costruire lo stagno, vengono stanziati 120.000 euro (altrettanti già spesi lo scorso anno) per la riqualificazione del borgo di Broletto con il solo beneficio di pochi, anzichè investirli sulle direttrici commerciali e migliorare la viabilità nelle zone industriali per favorire gli scambi commerciali e la ripresa economica.
Ricordiamo il tentativo di aumento dell’addizionale comunale Irpef a partire dal 2012, mentre le tariffe stabilite del noleggio della struttura del Parco Lavezza penalizzano le associazioni di volontariato e favoriscono l’unico partito politico che ne fa uso. Intanto ad oggi non abbiamo ancora la certezza che il servizio estivo dell’asilo nido e della scuola materna venga mantenuto nonostante l’aumento delle rette.
In momenti di ristrettezze economiche sarebbe più saggio forse utilizzare meglio le proprie risorse. La cosa che ci preoccupa maggiormente è che a rimetterci come sempre sono i cittadini. Sfidiamo chiunque a capire dalla presentazione del sindaco cosa verrà effettivamente fatto dall’amministrazione per i cittadini di Albinea, probabilmente solo tagli e accuse.
Il pensiero viene spontaneo non solo perché a causa della crisi i soldi sono sempre meno, ma anche perché pensiamo alla grande maggioranza dei “ricchi” cittadini di Albinea che hanno votato questa amministrazione e oggi constatano che l’unica decisione che prende il sindaco in un momento di difficoltà è tagliare i servizi sulla pelle dei cittadini e piangere perché dice non essere colpa sua ma del Governo .
E’ come se il buon padre di famiglia che si è visto ridurre lo stipendio dal datore di lavoro in difficoltà l’unica decisione che riesce a prendere è non dare più da mangiare ai propri figli e stare seduto a piangere dalla mattina alla sera, invece di andarsi a trovare ad esempio un secondo lavoro per compensare il mancato guadagno oppure spendere meglio i pochi soldi rimasti!
Il gruppo consiliare Pdl del Comune di Albinea esprime forti perplessità sul bilancio che l’amministrazione comunale di Albinea ha approvato in data 24.01.2011 (favorevoli il Pd e la finta opposizione di Rifondazione Comunista).
Da segnalare anche la presentazione faziosa del sindaco, che in ogni luogo possibile, sia esso il Consiglio comunale o l’assemblea pubblica di presentazione o la lettera inviata ai genitori degli alunni delle scuole, ha incentrato la presentazione solo ed esclusivamente sui forti tagli del governo Berlusconi agli enti locali. Non si è fatto menzione della crisi che coinvolge la nostra economia, i minori redditi per cui anche le minori entrate per l’erario, i minori oneri di urbanizzazione a causa della diminuzione degli interventi di edilizia privata e infine nulla ha detto sulla necessità di adottare un criterio di gestione della risorsa pubblica più responsabile. Seguendo alcune indicazioni del governo (minori consulenze e minori oneri di pubblicità ad esempio) si sono recuperati ben 93.000 euro rispetto ai costi sostenuti lo scorso anno.
Si è parlato di tagli e non si è parlato di minor dispersione di risorse. Il taglio è il non riuscire a garantire un diritto indispensabile, quando si riducono dei servizi accessori, invece, si dovrebbe parlare di gestione responsabile. Il comune prevede investimenti che si potranno realizzare solo con la speranza che il governo centrale modifichi alcuni criteri del patto di stabilità per finanziare le opere con le alienazioni di cespiti pubblici. Opere promesse in campagna elettorale, ribadite quest’anno nel piano triennale, difficilmente troveranno realizzazione.
I cittadini sono stati illusi con piscina coperta, caserma dei carabinieri, casa di riposo, il 2014, anno in cui l’amministrazione renderà conto di quanto effettivamente promesso, non è poi così lontano. E anche allora dirà che è stata colpa del Governo.
Ed è anche nelle piccole cose, o nella destinazione delle risorse che abbiamo a disposizione che si vede la capacità del buon amministratore, vengono elargiti compensi per chi organizza un corso per costruire lo stagno, vengono stanziati 120.000 euro (altrettanti già spesi lo scorso anno) per la riqualificazione del borgo di Broletto con il solo beneficio di pochi, anzichè investirli sulle direttrici commerciali e migliorare la viabilità nelle zone industriali per favorire gli scambi commerciali e la ripresa economica.
Ricordiamo il tentativo di aumento dell’addizionale comunale Irpef a partire dal 2012, mentre le tariffe stabilite del noleggio della struttura del Parco Lavezza penalizzano le associazioni di volontariato e favoriscono l’unico partito politico che ne fa uso. Intanto ad oggi non abbiamo ancora la certezza che il servizio estivo dell’asilo nido e della scuola materna venga mantenuto nonostante l’aumento delle rette.
In momenti di ristrettezze economiche sarebbe più saggio forse utilizzare meglio le proprie risorse. La cosa che ci preoccupa maggiormente è che a rimetterci come sempre sono i cittadini. Sfidiamo chiunque a capire dalla presentazione del sindaco cosa verrà effettivamente fatto dall’amministrazione per i cittadini di Albinea, probabilmente solo tagli e accuse.
sabato 22 gennaio 2011
MOZIONE: INIZIATIVE CONTRO LA CRISTIANOFOBIA
PREMESSO CHE;
Le vicende degli ultimi anni, in particolare in India, hanno portato alla ribalta della cronaca mondiale tanti singoli episodi di intolleranza religiosa che spesso e volentieri si tramutano in veri e propri stermini. La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite ha coniato il termine ‘cristianofobia’ nel 2003 e lo ha associato ai concetti di islamofobia e di antisemitismo. Secondo le stime dell’ONU sarebbero circa 200 milioni i cristiani nel mondo che stanno subendo persecuzioni e violenze. Dall’agosto del 2008 nell’Orissa, una zona dell’India, sta avvenendo un vero e proprio sterminio nei confronti dei cristiani. In meno di 6 mesi tra il 2007 e il 2008 vi sono state 93 vittime, la fuga di 50 mila profughi, alcuni dei quali una volta tornati a casa sono stati costretti alla conversione forzata all’induismo, la distruzione di 6500 case, 350 chiese e 45 scuole. La barbarie della cristianofobia si manifesta anche in Nigeria dove a marzo di quest’anno circa 500 cristiani sono stati massacrati a colpi di macete da parte delle tribù nomadi musulmane. In Libano i cristiani di tutte le confessioni stanno fuggendo in massa da un paese martoriato dagli attentati e da una permanente insicurezza. In Egitto i cristiano-copti, che rappresentano il 10% della popolazione, subiscono discriminazioni, minacce, aggressioni collettive e negli ultimi tre anni solo nella diocesi di Hagaza hanno subito tre incendi; in ultimo, il 31 dicembre i cristiani copti sono rimasti vittime di un feroce attentato durante la celebrazione della Santa Messa In Palestina gli arabi cristiani, che pure costituiscono parte integrante del popolo palestinese, sono oggi vittime dell’ostracismo e delle minacce dei fondamentalisti. Più vicino a noi, in Algeria, i cristiani sono costretti a subire discriminazioni inaccettabili. La situazione più drammatica è quella dell’Iraq, dove i cristiani sono vittime di estorsioni, rapimenti, torture e omicidi. Le chiese sono incendiate; molti sacerdoti, e recentemente persino il vescovo caldeo di Mossul, Monsignor Paulos Faraj Rahho, sono stati assassinati. La comunità cristiana, che prima della guerra era costituita da oltre un milione di persone, è ridotta a meno della metà.
Queste minoranze religiose non sono delle intruse né nel Vicino né nel Medio Oriente. La maggior parte di loro è presente in quei luoghi da 2000 anni. Sono a casa propria, eppure viene loro contestato il diritto di rimanerci.
CONSIDERATO CHE:
Cristiani, musulmani, ebrei o agnostici, non possiamo restare insensibili alle sofferenze di intere popolazioni perseguitate per le loro credenze religiose.
Non possiamo più accettare l’idea di un’uniformizzazione forzata della regione culla di alcune tra le più grandi religioni dell’umanità. E nemmeno possiamo osservare senza preoccupazione il fossato che si sta creando tra un Occidente in cui il pluralismo religioso è un fatto acquisito e un Oriente dove puntualmente vengono violati i più basilari diritti umani.
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
- Organizzare entro breve un evento culturale o una proiezione per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questi fenomeni di intolleranza diffusa nei confronti dei cristiani.
- Sensibilizzare attraverso il Ministero degli Esteri le ambasciate estere dei paesi interessati da questi fenomeni drammatici, al fine di una maggiore collaborazione volta alla cessazione di questi stermini di carattere religioso.
Le vicende degli ultimi anni, in particolare in India, hanno portato alla ribalta della cronaca mondiale tanti singoli episodi di intolleranza religiosa che spesso e volentieri si tramutano in veri e propri stermini. La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite ha coniato il termine ‘cristianofobia’ nel 2003 e lo ha associato ai concetti di islamofobia e di antisemitismo. Secondo le stime dell’ONU sarebbero circa 200 milioni i cristiani nel mondo che stanno subendo persecuzioni e violenze. Dall’agosto del 2008 nell’Orissa, una zona dell’India, sta avvenendo un vero e proprio sterminio nei confronti dei cristiani. In meno di 6 mesi tra il 2007 e il 2008 vi sono state 93 vittime, la fuga di 50 mila profughi, alcuni dei quali una volta tornati a casa sono stati costretti alla conversione forzata all’induismo, la distruzione di 6500 case, 350 chiese e 45 scuole. La barbarie della cristianofobia si manifesta anche in Nigeria dove a marzo di quest’anno circa 500 cristiani sono stati massacrati a colpi di macete da parte delle tribù nomadi musulmane. In Libano i cristiani di tutte le confessioni stanno fuggendo in massa da un paese martoriato dagli attentati e da una permanente insicurezza. In Egitto i cristiano-copti, che rappresentano il 10% della popolazione, subiscono discriminazioni, minacce, aggressioni collettive e negli ultimi tre anni solo nella diocesi di Hagaza hanno subito tre incendi; in ultimo, il 31 dicembre i cristiani copti sono rimasti vittime di un feroce attentato durante la celebrazione della Santa Messa In Palestina gli arabi cristiani, che pure costituiscono parte integrante del popolo palestinese, sono oggi vittime dell’ostracismo e delle minacce dei fondamentalisti. Più vicino a noi, in Algeria, i cristiani sono costretti a subire discriminazioni inaccettabili. La situazione più drammatica è quella dell’Iraq, dove i cristiani sono vittime di estorsioni, rapimenti, torture e omicidi. Le chiese sono incendiate; molti sacerdoti, e recentemente persino il vescovo caldeo di Mossul, Monsignor Paulos Faraj Rahho, sono stati assassinati. La comunità cristiana, che prima della guerra era costituita da oltre un milione di persone, è ridotta a meno della metà.
Queste minoranze religiose non sono delle intruse né nel Vicino né nel Medio Oriente. La maggior parte di loro è presente in quei luoghi da 2000 anni. Sono a casa propria, eppure viene loro contestato il diritto di rimanerci.
CONSIDERATO CHE:
Cristiani, musulmani, ebrei o agnostici, non possiamo restare insensibili alle sofferenze di intere popolazioni perseguitate per le loro credenze religiose.
Non possiamo più accettare l’idea di un’uniformizzazione forzata della regione culla di alcune tra le più grandi religioni dell’umanità. E nemmeno possiamo osservare senza preoccupazione il fossato che si sta creando tra un Occidente in cui il pluralismo religioso è un fatto acquisito e un Oriente dove puntualmente vengono violati i più basilari diritti umani.
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
- Organizzare entro breve un evento culturale o una proiezione per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questi fenomeni di intolleranza diffusa nei confronti dei cristiani.
- Sensibilizzare attraverso il Ministero degli Esteri le ambasciate estere dei paesi interessati da questi fenomeni drammatici, al fine di una maggiore collaborazione volta alla cessazione di questi stermini di carattere religioso.
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