Egr. Sindaco di Albinea ,
è con estremo rammarico che riceviamo comunicazione ,da parte di alcuni imprenditori aventi la sede delle loro aziende nella zona artigianale di Botteghe di Albinea, della decisione di adibire ,dal giorno 28.08 al giorno 08.09 l’area pubblica sita in Via Varisco per lo stazionamento temporaneo delle carovane dei gestori delle attrazioni del Luna Park per la Fiera di settembre 2010 .
Disapproviamo la decisione innanzitutto per la procedura adottata, come sempre non condivisa con i rappresentanti delle altre forze politiche presenti in amministrazione comunale, sia per il collocamento, in quanto la zona non è servita da idonee strutture igeniche, nè servita da adeguati servizi infrastrutturali.
Considerato inoltre che la zona è sede delle più rappresentative aziende locali e con la ripresa delle attività post vacanze estive, potrebbero essere oggetto di scambi commerciali e visite da parte di clienti, riteniamo inopportuno presentare la zona in un apparente stato di degrado e precarietà, con evidente ripercussioni sull’immagine aziendale e del territorio stesso.
Infine la comunicazione, inoltrata ai residenti e alle imprese insistenti sul territorio, avvenuta solo in data 26/08, dopo che erano già state attivate attività di controllo e definizione di spazi mediante l’inserimento di apposita segnaletica, lascia presagire che la decisione su come comportarsi fosse già stata assunta con largo anticipo per cui si sarebbe potuto renderla pubblica e condividerla con le parti coinvolte con un maggior preavviso.
Il Gruppo Consiliare del PDL esprime quindi totale disapprovazione per la suddetta decisione, ci auguriamo che in futuro tali decisioni vengano maggiormente condivise e ponderate, e che il malcontento generato non degeneri in manifestazioni di intolleranza nè disagi nei confronti di alcuno,
In questo caso noi ,a differenza di altri, non potremo essere considerati complici .
domenica 29 agosto 2010
venerdì 27 agosto 2010
ZONA ARTIGIANALE BOTTEGHE
Egr. Sindaco di Albinea ,
è con estremo rammarico che riceviamo comunicazione ,da parte di alcuni imprenditori aventi la sede delle loro aziende nella zona artigianale di Botteghe di Albinea, della decisione di adibire ,dal giorno 28.08 al giorno 08.09 l’area pubblica sita in Via Varisco per lo stazionamento temporaneo delle carovane dei gestori delle attrazioni del Luna Park per la Fiera di settembre 2010 .
Disapproviamo la decisione innanzitutto per la procedura adottata, come sempre non condivisa con i rappresentanti delle altre forze politiche presenti in amministrazione comunale, sia per il collocamento, in quanto la zona non è servita da idonee strutture igeniche, nè servita da adeguati servizi infrastrutturali.
Considerato inoltre che la zona è sede delle più rappresentative aziende locali e con la ripresa delle attività post vacanze estive, potrebbero essere oggetto di scambi commerciali e visite da parte di clienti, riteniamo inopportuno presentare la zona in un apparente stato di degrado e precarietà, con evidente ripercussioni sull’immagine aziendale e del territorio stesso.
Infine la comunicazione, inoltrata ai residenti e alle imprese insistenti sul territorio, avvenuta solo in data 26/08, dopo che erano già state attivate attività di controllo e definizione di spazi mediante l’inserimento di apposita segnaletica, lascia presagire che la decisione su come comportarsi fosse già stata assunta con largo anticipo per cui si sarebbe potuto renderla pubblica e condividerla con le parti coinvolte con un maggior preavviso.
Il Gruppo Consiliare del PDL esprime quindi totale disapprovazione per la suddetta decisione, ci auguriamo che in futuro tali decisioni vengano maggiormente condivise e ponderate, e che il malcontento generato non degeneri in manifestazioni di intolleranza nè disagi nei confronti di alcuno,
In questo caso noi ,a differenza di altri, non potremo essere considerati complici .
I CONSIGLIERI DEL PDL DI ALBINEA
Ganapini Davide, Carrara Alessandro, Marmiroli Giovanni
è con estremo rammarico che riceviamo comunicazione ,da parte di alcuni imprenditori aventi la sede delle loro aziende nella zona artigianale di Botteghe di Albinea, della decisione di adibire ,dal giorno 28.08 al giorno 08.09 l’area pubblica sita in Via Varisco per lo stazionamento temporaneo delle carovane dei gestori delle attrazioni del Luna Park per la Fiera di settembre 2010 .
Disapproviamo la decisione innanzitutto per la procedura adottata, come sempre non condivisa con i rappresentanti delle altre forze politiche presenti in amministrazione comunale, sia per il collocamento, in quanto la zona non è servita da idonee strutture igeniche, nè servita da adeguati servizi infrastrutturali.
Considerato inoltre che la zona è sede delle più rappresentative aziende locali e con la ripresa delle attività post vacanze estive, potrebbero essere oggetto di scambi commerciali e visite da parte di clienti, riteniamo inopportuno presentare la zona in un apparente stato di degrado e precarietà, con evidente ripercussioni sull’immagine aziendale e del territorio stesso.
Infine la comunicazione, inoltrata ai residenti e alle imprese insistenti sul territorio, avvenuta solo in data 26/08, dopo che erano già state attivate attività di controllo e definizione di spazi mediante l’inserimento di apposita segnaletica, lascia presagire che la decisione su come comportarsi fosse già stata assunta con largo anticipo per cui si sarebbe potuto renderla pubblica e condividerla con le parti coinvolte con un maggior preavviso.
Il Gruppo Consiliare del PDL esprime quindi totale disapprovazione per la suddetta decisione, ci auguriamo che in futuro tali decisioni vengano maggiormente condivise e ponderate, e che il malcontento generato non degeneri in manifestazioni di intolleranza nè disagi nei confronti di alcuno,
In questo caso noi ,a differenza di altri, non potremo essere considerati complici .
I CONSIGLIERI DEL PDL DI ALBINEA
Ganapini Davide, Carrara Alessandro, Marmiroli Giovanni
martedì 27 luglio 2010
PDL: GIOVANARDI, SUBITO CONGRESSI COMUNALI E PROVINCIALI
'PER SUPERARE INACCETTABILE CONDIZIONE ORGANIZZATIVA'
(ANSA) - ROMA, 25 LUG - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, giudicva 'inaccettabile' la condizione organizzativa in cui versa il PdL e sollecita la necessita' di celebrare in tempi rapidi i congressi comunali e provinciali in attesa di quello nazionale 'cosí come d'altra parte garantitoci pubblicamente da Silvio Berlusconi nel corso dell'ultima direzione nazionale del PdL'.
'Con il collega Rotondi, nella nostra qualità di cofondatori del PdL, abbiamo riunito i democratici cristiani - spiega Giovanardi in una nota - che hanno scommesso sull'iniziativa di Silvio Berlusconi di creare un partito popolare democratico di ispirazione cristiana, costola italiana del partito popolare europeo. I nostri obiettivi sono rafforzare questo governo, questa maggioranza, un moderno sistema bipolare europeo contro pasticci incomprensibili e offensivi della volontà popolare - conclude - che vanno sotto il nome di governi di emergenza di solidarietà nazionale ecc.'. (ANSA).
(ANSA) - ROMA, 25 LUG - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, giudicva 'inaccettabile' la condizione organizzativa in cui versa il PdL e sollecita la necessita' di celebrare in tempi rapidi i congressi comunali e provinciali in attesa di quello nazionale 'cosí come d'altra parte garantitoci pubblicamente da Silvio Berlusconi nel corso dell'ultima direzione nazionale del PdL'.
'Con il collega Rotondi, nella nostra qualità di cofondatori del PdL, abbiamo riunito i democratici cristiani - spiega Giovanardi in una nota - che hanno scommesso sull'iniziativa di Silvio Berlusconi di creare un partito popolare democratico di ispirazione cristiana, costola italiana del partito popolare europeo. I nostri obiettivi sono rafforzare questo governo, questa maggioranza, un moderno sistema bipolare europeo contro pasticci incomprensibili e offensivi della volontà popolare - conclude - che vanno sotto il nome di governi di emergenza di solidarietà nazionale ecc.'. (ANSA).
giovedì 22 luglio 2010
CONSIGLIO COMUNALE 26.07.2010
Purtroppo sono asssente per ferie, l'unico consigliere PDL presente alla seduta sarà il mio collega Carrara.
La consueta riunione pre-consiliare non verrà svolta
OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale.
Pregiomi informare le SS.LL. che a norma dello Statuto Comunale e del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 è convocato il Consiglio Comunale in seduta ordinaria di prima convocazione per il giorno:
26 LUGLIO 2010 - ORE 18:30
presso la Sala Consiliare – Piazza Cavicchioni, 8 per trattare il seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Sindaco;
2. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito al “Comportamento dei vigili urbani e loro risposta in merito alla richiesta di sgombero di un campo di nomadi in Via Valle Scura il giorno 13 c.m.”;
3. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito ai “Costi e reale efficacia dell’Unione dei Comuni”;
4. Approvazione quarta variazione bilancio – esercizio finanziario 2010, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2010 – 2012;
5. Approvazione Convenzione tra il Comune di Albinea e l’Azienda Consorziale Trasporti di Reggio Emilia per la gestione dei servizi di trasporto";
6. Unione Colline Matildiche. Approvazione modifica Statuto.
7. 4^ variante parziale al p.r.g. ai sensi dell’art. 15 l.r. n. 47 del 07.12.1978 integrato dall’art. 41 della l.r. 20/2000 e successive modifiche ed integrazioni. esame osservazioni, opposizioni e controdeduzioni. approvazione definitiva;
La consueta riunione pre-consiliare non verrà svolta
OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale.
Pregiomi informare le SS.LL. che a norma dello Statuto Comunale e del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 è convocato il Consiglio Comunale in seduta ordinaria di prima convocazione per il giorno:
26 LUGLIO 2010 - ORE 18:30
presso la Sala Consiliare – Piazza Cavicchioni, 8 per trattare il seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Sindaco;
2. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito al “Comportamento dei vigili urbani e loro risposta in merito alla richiesta di sgombero di un campo di nomadi in Via Valle Scura il giorno 13 c.m.”;
3. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito ai “Costi e reale efficacia dell’Unione dei Comuni”;
4. Approvazione quarta variazione bilancio – esercizio finanziario 2010, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2010 – 2012;
5. Approvazione Convenzione tra il Comune di Albinea e l’Azienda Consorziale Trasporti di Reggio Emilia per la gestione dei servizi di trasporto";
6. Unione Colline Matildiche. Approvazione modifica Statuto.
7. 4^ variante parziale al p.r.g. ai sensi dell’art. 15 l.r. n. 47 del 07.12.1978 integrato dall’art. 41 della l.r. 20/2000 e successive modifiche ed integrazioni. esame osservazioni, opposizioni e controdeduzioni. approvazione definitiva;
sabato 17 luglio 2010
VEZZANO ESCE DALL'UNIONE?
Unione delle Colline Matildiche al capolinea?
A giudicare dal provvedimento di modifica dell'art. 5, 4° co. dello Statuto della stessa Unione di Comuni, approvato nonostante il voto negativo dei Gruppi Pdl e 5° Colle nella seduta consigliare del 29.06.10, sembrerebbe proprio una ipotesi tutt'altro che remota.
Con l'approvazione della modifica statutaria citata, si è prorogato l'originario termine ordinatorio del 30 giugno, entro il quale i Comuni aderenti all'Unione potevano esercitare il recesso dall'Ente, al termine del 31 ottobre. La proposta di modifica, poi approvata, è stata ovviamente giustificata dal Presidente dell'Unione di turno, Antonella Incerti, Sindaco del Comune di Albinea, come un intervento prudenziale, finalizzato a costituire la possibilità per i tre comuni facenti parte dell'unione (Albinea, Quattro Castella e Vezzano sul Crostolo), di uscire dall'Ente, qualora in sede di conversione del decreto n° 78 del 31.05.10 la cd. Finanziaria, dovessero essere confermati i tagli alle Regioni ed aigli Enti locali in generale.
In realtà, come emerso in sede di dibattito consigliare, le motivazioni sottese a tale modifica, sarebbero ben altre e soprattutto ben più gravi di quanto il Presidente dell'Unione ed il gruppo di maggioranza vorrebbero fare credere!
Il Comune di Vezzano starebbe seriamente valutando l’uscita dall’Unione, dopo che un attento esame del progetto, a due anni dalla sua creazione, ha posto in essere servizi più costosi e meno efficienti e soprattutto sempre più lontani dal cittadino, il che sarebbe equivalente ad ammettere il fallimento stesso del progetto Unione dei Comuni.
IL nostro gruppo consiliare ha sempre espresso la propria contrarietà all’Unione, creata in fretta e furia per ricevere i finanziamenti regionali, senza alcuna progettualità. Ad oggi i soli servizi che i 3 Comuni hanno trasferito all’Unione sono quelli del Personale e della Polizia Municipale. Scadenze future? Non pervenute…
A chi serviva un altro ente, una via di mezzo fra il Comune e la Provincia? Probabilmente a
nessuno, l’ Unione dei Comuni assumerebbe un significato forse solamente con l’abolizione dei Comuni che la compongono, l’Italia oggi ha bisogno di snellire le procedure amministrative e burocratiche, non certo di appesantirle
A giudicare dal provvedimento di modifica dell'art. 5, 4° co. dello Statuto della stessa Unione di Comuni, approvato nonostante il voto negativo dei Gruppi Pdl e 5° Colle nella seduta consigliare del 29.06.10, sembrerebbe proprio una ipotesi tutt'altro che remota.
Con l'approvazione della modifica statutaria citata, si è prorogato l'originario termine ordinatorio del 30 giugno, entro il quale i Comuni aderenti all'Unione potevano esercitare il recesso dall'Ente, al termine del 31 ottobre. La proposta di modifica, poi approvata, è stata ovviamente giustificata dal Presidente dell'Unione di turno, Antonella Incerti, Sindaco del Comune di Albinea, come un intervento prudenziale, finalizzato a costituire la possibilità per i tre comuni facenti parte dell'unione (Albinea, Quattro Castella e Vezzano sul Crostolo), di uscire dall'Ente, qualora in sede di conversione del decreto n° 78 del 31.05.10 la cd. Finanziaria, dovessero essere confermati i tagli alle Regioni ed aigli Enti locali in generale.
In realtà, come emerso in sede di dibattito consigliare, le motivazioni sottese a tale modifica, sarebbero ben altre e soprattutto ben più gravi di quanto il Presidente dell'Unione ed il gruppo di maggioranza vorrebbero fare credere!
Il Comune di Vezzano starebbe seriamente valutando l’uscita dall’Unione, dopo che un attento esame del progetto, a due anni dalla sua creazione, ha posto in essere servizi più costosi e meno efficienti e soprattutto sempre più lontani dal cittadino, il che sarebbe equivalente ad ammettere il fallimento stesso del progetto Unione dei Comuni.
IL nostro gruppo consiliare ha sempre espresso la propria contrarietà all’Unione, creata in fretta e furia per ricevere i finanziamenti regionali, senza alcuna progettualità. Ad oggi i soli servizi che i 3 Comuni hanno trasferito all’Unione sono quelli del Personale e della Polizia Municipale. Scadenze future? Non pervenute…
A chi serviva un altro ente, una via di mezzo fra il Comune e la Provincia? Probabilmente a
nessuno, l’ Unione dei Comuni assumerebbe un significato forse solamente con l’abolizione dei Comuni che la compongono, l’Italia oggi ha bisogno di snellire le procedure amministrative e burocratiche, non certo di appesantirle
mercoledì 16 giugno 2010
NO al registro delle dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari
Con approvazione in consiglio comunale del 22 Febbraio, e con delibera di giunta del 11.05.2010, Albinea si accoda alla “moda” del momento, istituire un registro delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari.
Fra le premesse della mozione, presentata da PD e Rifondazione Comunista, era indicato che “nessuna legge nazionale regolamenta ancora il Testamento Biologico” , pertanto il registro servirebbe solamente a raccogliere dichiarazioni da trasmettersi poi successivamente agli organi competenti in seguito all’entrata in vigore di una normativa specifica di riferimento.
Vale davvero la pena trattare un argomento a scala nazionale nei singoli comuni?
Non sarebbe stato più opportuno che il Consiglio Comunale invitasse il Governo a legiferare su questo argomento delicato?
Se la delibera serve solo ed esclusivamente a stimolo per il nostro Parlamento, non ha alcun senso impegnare uffici e risorse comunali per la raccolta di atti che ancora non sappiamo a chi dovremo destinare, chi saranno le autorità competenti per la raccolta di tali dichiarazioni e, ancor peggio, si rischia di illudere la cittadinanza, come se le dichiarazioni rilasciate in assenza di leggi di riferimento avessero valore legale.
L’Amministrazione ha deciso che l’ufficio anagrafe, tra una pratica e l’altra, dovrà anche occuparsi della raccolta di queste dichiarazioni (spreco di risorse comunali, perché gli impiegati dovrebbero fare quello per cui sono pagati) e i cittadini per ogni dichiarazione dovranno pagare anche una quota di 25,00 Euro (perché anche le illusioni hanno un costo); naturalmente negli allegati della delibera di giunta si legge “il Comune di Albinea non risponde dell’eventuale mancata realizzazione dei fini per i quali la dichiarazione è stata resa e registrata”, ammettendo essi stessi che ad oggi è un documento del tutto inutile.
Naturalmente la notizia è stata annunciata in pompa magna su tutti i quotidiani locali, sia in Febbraio che in Maggio, e addirittura nella newsletter del Comune di Albinea, riportando solo una parte del dibattito, cioè l’intervento del Sindaco Antonella Incerti e del capogruppo di maggioranza Sacchetti Ivan, mentre assenti erano i pareri contrari dei consiglieri del PDL.
Riteniamo che la cittadinanza debba essere a conoscenza del fatto che il Consiglio Comunale non ha votato all’unanimità l’istituzione del registro, ma la voce di chi è dissidente è stata come al solito celata.
Fra le premesse della mozione, presentata da PD e Rifondazione Comunista, era indicato che “nessuna legge nazionale regolamenta ancora il Testamento Biologico” , pertanto il registro servirebbe solamente a raccogliere dichiarazioni da trasmettersi poi successivamente agli organi competenti in seguito all’entrata in vigore di una normativa specifica di riferimento.
Vale davvero la pena trattare un argomento a scala nazionale nei singoli comuni?
Non sarebbe stato più opportuno che il Consiglio Comunale invitasse il Governo a legiferare su questo argomento delicato?
Se la delibera serve solo ed esclusivamente a stimolo per il nostro Parlamento, non ha alcun senso impegnare uffici e risorse comunali per la raccolta di atti che ancora non sappiamo a chi dovremo destinare, chi saranno le autorità competenti per la raccolta di tali dichiarazioni e, ancor peggio, si rischia di illudere la cittadinanza, come se le dichiarazioni rilasciate in assenza di leggi di riferimento avessero valore legale.
L’Amministrazione ha deciso che l’ufficio anagrafe, tra una pratica e l’altra, dovrà anche occuparsi della raccolta di queste dichiarazioni (spreco di risorse comunali, perché gli impiegati dovrebbero fare quello per cui sono pagati) e i cittadini per ogni dichiarazione dovranno pagare anche una quota di 25,00 Euro (perché anche le illusioni hanno un costo); naturalmente negli allegati della delibera di giunta si legge “il Comune di Albinea non risponde dell’eventuale mancata realizzazione dei fini per i quali la dichiarazione è stata resa e registrata”, ammettendo essi stessi che ad oggi è un documento del tutto inutile.
Naturalmente la notizia è stata annunciata in pompa magna su tutti i quotidiani locali, sia in Febbraio che in Maggio, e addirittura nella newsletter del Comune di Albinea, riportando solo una parte del dibattito, cioè l’intervento del Sindaco Antonella Incerti e del capogruppo di maggioranza Sacchetti Ivan, mentre assenti erano i pareri contrari dei consiglieri del PDL.
Riteniamo che la cittadinanza debba essere a conoscenza del fatto che il Consiglio Comunale non ha votato all’unanimità l’istituzione del registro, ma la voce di chi è dissidente è stata come al solito celata.
QUANTO HA SPESO IL COMUNE NEL 2009? FORSE NON TUTTI SANNO CHE…
…le spese nel corso del 2009 hanno superato le entrate, ma per l’Amministrazione, che sciaguratamente per la cittadinanza spera di ripetere un’annata simile per il 2010, va tutto bene…
Confronto vivace in consiglio comunale ad Albinea per l’approvazione del bilancio consolidato 2009.
Virtuosismi millantati dalla maggioranza e dubbi sollevati dai consiglieri PDL-Lega per il disavanzo nella spesa corrente.
Chi ha ragione? I consiglieri di opposizione invocando una maggior rigorosità e una impostazione più austera nella gestione delle risorse pubbliche soprattutto in virtù delle non favorevolissime condizioni in cui versa l’economia mondiale, quindi contrazione di spese e riduzione degli investimenti.
La maggioranza ha invece proseguito nel tipico approccio demagogico catto-comunista che prevede tutto a tutti.
Particolarmente evidenti, soprattutto, lo spropositato investimento per la realizzazione della biblioteca, sicuramente accattivante e avveniristica, ma che ha assorbito 2.000.000 di euro alla collettività e la realizzazione della Casetta nel parco Lavezza (485.000 euro). Per assurdo, la casetta, che servirà come appoggio logistico per le varie feste locali, è stata pianificata e realizzata in un solo esercizio economico. La caserma dei Carabinieri che è stata usata come promozione nei programmi elettorali per ben due legislature, attualmente è passata fra le opere in studio di fattibilità.
Tornando al Bilancio, l’avanzo vantato dall’attuale amministrazione è stato raggiunto utilizzando un residuo avanzo degli scorsi esercizi. Così facendo, però, si è dovuto utilizzare tale avanzo per compensare il disavanzo, effettivo ma non chiaramente dichiarato, dell’ esercizio corrente del 2009, per ottenere un minimo residuo attivo . E’ come se in una famiglia si fosse speso più di quanto non si fosse guadagnato e si pagano i debiti accumulati con i risparmi accantonati. Non ci sembra sintomo di buona amministrazione. La pianificazione della gestione correnti va fatta sulla presunzione di entrate e ,se non si rivedono i parametri, nel prossimo esercizio molto probabilmente il disavanzo sarà inevitabile, soprattutto per la forte contrazione delle entrate causa la crisi economica.
Altro dato significativo contestato dai consiglieri PDL, l’indice della capacità di impegno sulle spese in conto capitale (crollato al 25% rispetto al 57% dell’anno precedente) che evidenzia che, nonostante le promesse fatte in sede di bilancio preventivo, delle cose che dovevano essere realizzate, ne è stata fatta solo una su quattro!!
Su questo dato non incide il vituperato Patto di Stabilità, addotto dagli amministratori come causa, in quanto se il Patto era stato rispettato in sede di Bilancio Preventivo, le opere pianificate rientravano in quel contesto. La non realizzazione è la deliberata mancanza di rispetto degli impegni assunti con i cittadini e gli elettori.
Sicuramente la nuova compagine di opposizione ,pur essendo ingessata a causa della incolmabile sproporzione nei confronti del gruppo di maggioranza, darà battaglia sulle politiche future. L’impegno assunto però con i propri elettori di vigilare e fare emergere anomalie e diseconomie, non verrà disatteso al fine di condizionare gli amministratori ad una maggior attenzione e rigorosità nella gestione della pubblica risorsa
Confronto vivace in consiglio comunale ad Albinea per l’approvazione del bilancio consolidato 2009.
Virtuosismi millantati dalla maggioranza e dubbi sollevati dai consiglieri PDL-Lega per il disavanzo nella spesa corrente.
Chi ha ragione? I consiglieri di opposizione invocando una maggior rigorosità e una impostazione più austera nella gestione delle risorse pubbliche soprattutto in virtù delle non favorevolissime condizioni in cui versa l’economia mondiale, quindi contrazione di spese e riduzione degli investimenti.
La maggioranza ha invece proseguito nel tipico approccio demagogico catto-comunista che prevede tutto a tutti.
Particolarmente evidenti, soprattutto, lo spropositato investimento per la realizzazione della biblioteca, sicuramente accattivante e avveniristica, ma che ha assorbito 2.000.000 di euro alla collettività e la realizzazione della Casetta nel parco Lavezza (485.000 euro). Per assurdo, la casetta, che servirà come appoggio logistico per le varie feste locali, è stata pianificata e realizzata in un solo esercizio economico. La caserma dei Carabinieri che è stata usata come promozione nei programmi elettorali per ben due legislature, attualmente è passata fra le opere in studio di fattibilità.
Tornando al Bilancio, l’avanzo vantato dall’attuale amministrazione è stato raggiunto utilizzando un residuo avanzo degli scorsi esercizi. Così facendo, però, si è dovuto utilizzare tale avanzo per compensare il disavanzo, effettivo ma non chiaramente dichiarato, dell’ esercizio corrente del 2009, per ottenere un minimo residuo attivo . E’ come se in una famiglia si fosse speso più di quanto non si fosse guadagnato e si pagano i debiti accumulati con i risparmi accantonati. Non ci sembra sintomo di buona amministrazione. La pianificazione della gestione correnti va fatta sulla presunzione di entrate e ,se non si rivedono i parametri, nel prossimo esercizio molto probabilmente il disavanzo sarà inevitabile, soprattutto per la forte contrazione delle entrate causa la crisi economica.
Altro dato significativo contestato dai consiglieri PDL, l’indice della capacità di impegno sulle spese in conto capitale (crollato al 25% rispetto al 57% dell’anno precedente) che evidenzia che, nonostante le promesse fatte in sede di bilancio preventivo, delle cose che dovevano essere realizzate, ne è stata fatta solo una su quattro!!
Su questo dato non incide il vituperato Patto di Stabilità, addotto dagli amministratori come causa, in quanto se il Patto era stato rispettato in sede di Bilancio Preventivo, le opere pianificate rientravano in quel contesto. La non realizzazione è la deliberata mancanza di rispetto degli impegni assunti con i cittadini e gli elettori.
Sicuramente la nuova compagine di opposizione ,pur essendo ingessata a causa della incolmabile sproporzione nei confronti del gruppo di maggioranza, darà battaglia sulle politiche future. L’impegno assunto però con i propri elettori di vigilare e fare emergere anomalie e diseconomie, non verrà disatteso al fine di condizionare gli amministratori ad una maggior attenzione e rigorosità nella gestione della pubblica risorsa
domenica 25 aprile 2010
INTERPELLANZA A RISPOSTA IN CONSIGLIO COMUNALE IN MERITO AL VIAGGIO DEL CENTRO GIOVANI DI ALBINEA PRESSO IL POPOLO SAHARAWI
Considerato che:
Oltre alla consueta partecipazione di ragazzi e ragazze albinetani al campo di lavoro “Jalla Gumu” nel periodo della vacanze natalizie, presso il campo tendato di Tindouf, in Algeria, il Comune di Albinea ha offerto ai ragazzi del Centro Giovani l’opportunità di recarsi al campo profughi anche in occasione delle vacanze pasquali
CONSIDERATO CHE:
Il viaggio ha avuto una durata di 10 giorni e i ragazzi hanno sostenuto un percorso di 5 incontri formativi
CONSIDERATO CHE:
All’interno del progetto era prevista la collaborazione con Telereggio e Marco Polo Expert per la realizzazione di un documentario audiovisivo sull’ esperienza dei ragazzi
SI RICHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA:
A quanto ammontano i costi, riportati dettagliatamente (viaggio, contributi vari, collaborazioni con Telereggio, Marco Polo Expert) sostenuti e/o preventivati, che l’Amministrazione ha sostenuto ed andrà ad affrontare per il sostegno al viaggio del Centro Giovani.
Oltre alla consueta partecipazione di ragazzi e ragazze albinetani al campo di lavoro “Jalla Gumu” nel periodo della vacanze natalizie, presso il campo tendato di Tindouf, in Algeria, il Comune di Albinea ha offerto ai ragazzi del Centro Giovani l’opportunità di recarsi al campo profughi anche in occasione delle vacanze pasquali
CONSIDERATO CHE:
Il viaggio ha avuto una durata di 10 giorni e i ragazzi hanno sostenuto un percorso di 5 incontri formativi
CONSIDERATO CHE:
All’interno del progetto era prevista la collaborazione con Telereggio e Marco Polo Expert per la realizzazione di un documentario audiovisivo sull’ esperienza dei ragazzi
SI RICHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA:
A quanto ammontano i costi, riportati dettagliatamente (viaggio, contributi vari, collaborazioni con Telereggio, Marco Polo Expert) sostenuti e/o preventivati, che l’Amministrazione ha sostenuto ed andrà ad affrontare per il sostegno al viaggio del Centro Giovani.
CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE 29.04.2010
29/04/2010 ORE 19.00
1. Comunicazioni del Sindaco;
2. Approvazione verbali sedute precedenti (C.C. del 11/01/2010 e C.C. del 22/03/2010);
3. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito alle Politiche economiche del Comune;
4. Interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Davide Ganapini, capogruppo PDL, in merito al viaggio del Centro Giovani di Albinea presso il popolo Saharawi;
5. Mozione presentata dai Consiglieri del Gruppo consiliare PDL per recesso unilaterale della convenzione stipulata il 10/12/2007 con l’ass. sportiva “ LE ORME” e per fruizione gratuita area addestramento cani via Dante Alighieri località il Poggio da parte di tutta la popolazione residente;
6. Approvazione rendiconto della gestione 2009;
7. Approvazione prima variazione bilancio-esercizio finanziario 2010, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2010-2012.
1. Comunicazioni del Sindaco;
2. Approvazione verbali sedute precedenti (C.C. del 11/01/2010 e C.C. del 22/03/2010);
3. Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Stefano Vacondio, capogruppo Lega Nord, in merito alle Politiche economiche del Comune;
4. Interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Davide Ganapini, capogruppo PDL, in merito al viaggio del Centro Giovani di Albinea presso il popolo Saharawi;
5. Mozione presentata dai Consiglieri del Gruppo consiliare PDL per recesso unilaterale della convenzione stipulata il 10/12/2007 con l’ass. sportiva “ LE ORME” e per fruizione gratuita area addestramento cani via Dante Alighieri località il Poggio da parte di tutta la popolazione residente;
6. Approvazione rendiconto della gestione 2009;
7. Approvazione prima variazione bilancio-esercizio finanziario 2010, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2010-2012.
venerdì 23 aprile 2010
DIREZIONE NAZIONALE 22/04/2010
DIREZIONE PDL
DOCUMENTO CONCLUSIVO Roma, 22 aprile 2010
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.
Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.
Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.
Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.
Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.
In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.
Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.
Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.
In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.
Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.
DOCUMENTO CONCLUSIVO Roma, 22 aprile 2010
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.
Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.
Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.
Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.
Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.
In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.
Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.
Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.
In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.
Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.
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